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La farina di insetti arriva nei supermercati. Le regole del governo

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Il governo italiano ha firmato quattro decreti che regolano la vendita delle farine di insetti, tra cui il grillo domestico, la larva gialla della farina, il verme della farina minore e la locusta. 

Anche se una paninoteca di Milano (Pane & Trita) propone già hamburger fatti con farina di grillo, peraltro molto popolari nonostante il prezzo (13,90 €), i decreti prevedono regole, indicazioni e obblighi per la commercializzazione dei prodotti che contengono queste farine. 

Cosa dicono i nuovi decreti?

Farina di insetti
Farina integrata con polveri di insetti

Per esempio, gli alimenti contenenti farine di insetti dovranno avere etichette che segnalano la presenza di tutti gli ingredienti e una scaffalatura separata, come per i prodotti senza glutine.

Ma i 4 decreti emessi dal governo italiano sulle “polveri” di insetti regolano minuziosamente anche gli ingredienti impiegati nelle farine di insetti. 

L’etichetta dovrà indicare le percentuali di insetti o di polvere contenute, anche minime, la provenienza e le eventuali reazioni allergiche. 

Soprattutto nel caso della farina di grillo (il cui impiego nel pane è costato insulti sui social a un panettiere di Torino), rischiosa per chi è allergico a crostacei e molluschi. 

Nei supermercati i prodotti dovranno essere separati da tutto il resto e segnalati con appositi cartelli. 

Il mercato delle farine di insetti cresce

Dal 2018, l’Unione europea ha autorizzato il consumo di insetti e la loro commercializzazione, anche in polvere. 

Lo scorso 23 gennaio è stato dato l’ok alla farina di Achetadomesticus (il grillo) che oltre a essere venduta come alimento potrà essere contenuta in cibi come pane, biscotti, prodotti secchi, pasta, minestre, birra, snack. 

Inoltre, l’Unione europea ha dato il via libera alle larve di verme della farina e altri 8 insetti sono in lista d’attesa.

Il mercato delle farine di insetti è in espansione. Secondo un rapporto di Cia-Agricoltori italiani con Nomisma, entro il 2030, l’aumento dei prodotti a base di insetti in Europa toccherà 260 mila tonnellate per oltre 390 milioni di consumatori.

Inoltre, l’Università di Bergamo ha stimato che almeno 1 italiano su 3 sarebbe propenso a consumare cibo con farina di insetti tra gli ingredienti.

Il nome? “Polveri”, non farine di insetti

grillo burger pane e trita
Burger con farina di grillo da Pane & Trita a Milano

Secondo la commissione Agricoltura della Conferenza delle Regioni che ha affiancato il governo nella preparazione dei nuovi decreti, le farine di insetti per l’alimentazione umana non dovrebbero essere chiamate “farine”. 

L’obiettivo è evitare la confusione con le farine vere, quelle di frumento e mais. I decreti del governo parlano infatti di “polvere”. 

E i cibi sintetici?

L’uso di farine di insetti per l’alimentazione umana è stato a lungo criticato, sia dalle principali organizzazioni di categoria che dai cittadini sui social, anche con atti intimidatori

Perché andrebbe nella direzione opposta a quella che è l’idea di cibo degli italini, basata sulla valorizzazione delle produzioni agricole e zootecniche italiane.

Sul tema dei cibi sintetici, cioè cibi a base vegetale che emulano quelli tradizionali (carne, pesce, miele e altri), il ministro Lollobrigida ha annunciato un nuovo provvedimento in Consiglio dei ministri. 

In assenza di precise normative europee, la direzione del governo che ritiene i cibi sintetici totalmente innaturali rispetto alle farine di insetti, è di decidere in completa autonomia. 

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