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Bari, scrive sui social “Sono solo, non ho amici con cui uscire” . In dieci lo pestano a sangue alla fermata del bus

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Un ragazzo di 21 anni è stato aggredito da una gang di dieci coetanei alla fermata dell’autobus stto gli occhi della madre. Il giovane aveva appena lanciato sui social un appello per trovare amici.

Dieci contro uno. Sembra incredibile ma certi orrori accadono ancora nel 2023. La violenza non è mai giustificata nemmeno se è alla pari. Ma dieci contro uno è davvero inaccettabile sotto ogni punto di vista.

Ragazzo picchiato a Bari
Il giovane picchiato/ archivio web-Leggilo

Ismaele, un giovane di 21 anni di Bari, si trovava sull’autobus  della linea 3. Vedendo una ragazza schiaffeggiata da un coetaneo dopo aver acceso una sigaretta, il 21enne è intervenuto per difenderla. A quel punto è stato brutalmente picchiato non da una ma da ben dieci persone. L’aggressione è avvenuta  in via Crispi nel quartiere Libertà, nel capoluogo pugliese. Stando a quanto accertato dalla Polizia, il fatto è accaduto sulla linea 3, diretta al quartiere San Paolo, quando la giovane è stata schiaffeggiata da un coetaneo dopo aver acceso una sigaretta. Il 21enne è intervenuto per difenderla ma alla fermata successiva del bus è stato picchiato da un gruppo di dieci persone, tra i 20 e i 25 anni, che lo hanno circondato mentre era con sua madre. Senza il minimo rispetto nemmeno nei confronti della signora, alla madre di Ismaele  è stato sfilato il cappello. Il ragazzo è finito in ospedale. La Polizia è intervenuta poco dopo, dopo la  segnalazione fatta dal conducente del bus ma ormai era troppo tardi: il branco aveva fatto perdere le proprie tracce.

Il lockdown e la depressione 

21enne picchiato a Bari
Il ragazzo è finito in ospedale/ archivio web-Leggilo

Ismaele ha voluto raccontare lui stesso come sono andate le cose: “A bordo c’era una ragazza che aveva acceso una sigaretta e che è stata schiaffeggiata da un altro ragazzo. Io sono intervenuto per difenderla e la persona che l’aveva schiaffeggiata mi ha detto di farmi da parte perché avrebbe chiamato i suoi amici. Così è stato. Alla fermata successiva, in via Crispi, mi hanno accerchiato e colpito con calci, schiaffi e pugni: mi hanno rotto un dente e ora ho un trauma cranico e contusioni al volto. Ero con mia madre che è stata spinta, poi le hanno sfilato il cappello“. Tutto ciò ha gettato il ragazzo nello sconforto più totale. Solo poche ore prima, sui social, aveva pubblicato una specie di appello per trovare nuovi amici con i quali uscire in quanto – aveva spiegato – durante il lockdown aveva perso molti contatti e ciò ha generato in lui una forma di depressione. Il ragazzo aveva spiegato che ormai usciva solo con la madre.  Dopo l’appello, però, vecchi amici e altre persone lo avevano immediatamente contattato.

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