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Ucraina, vice premier Stephanishyna: “Partnership con Italia non potrà che rafforzarsi”

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28 luglio 2022 | 13.26

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“Onore incontrare Draghi, ha aperto strada ad Ue più forte. Tentativi di distruggere unione con Italia falliranno. Necessario lavorare su nuove sanzioni. Ricatto energetico Cremlino in corso per minare unità Ue. Solo nostra vittoria garantirà vostra sicurezza. Noi trasparenti su uso armi, supporto partner continui”

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Olga Stephanishyna, Vice Premier dell’Ucraina

(di Roberta Lanzara) – Il sodalizio tra Ucraina e Italia si cementerà ulteriormente: “Credo che la nostra partnership non potrà che rafforzarsi. Qualsiasi tentativo di distruggere questa unione fallirà. Perché questa solidarietà è per il bene della democrazia e della libertà in Europa. Questa è la posta in gioco”. La vice premier dell’Ucraina con delega alla integrazione euro-atlantica Olga Stephanishyna interviene sulla crisi politica italiana guardando con fiducia ai prossimi possibili sviluppi.

La vice premier ricorda: “L’Italia sotto la guida del presidente del Consiglio Mario Draghi, ha svolto un ruolo importante nella costruzione del sostegno per la concessione dello status di candidato all’Ue dell’Ucraina. È stato per me un onore incontrare Draghi a Kiev insieme ai leader francesi e tedeschi. È stata una visita storica che credo abbia aperto la strada a una nuova Europa più forte. Gli ucraini lo ricorderanno sempre”.

“Ucraina e Italia sono paesi vicini, ci capiamo bene e credo che la nostra partnership si fortificherà. I nostri volontari medici sono andati nel vostro paese per salvare gli italiani dal coronavirus – ricorda Stephanishyna – Dall’inizio della guerra su vasta scala, l’Italia ha sostenuto l’Ucraina e apprezziamo davvero il suo aiuto. Ringraziamo gli italiani per il sostegno alle nostre aspirazioni di integrazione in Europa e siamo grati anche – conclude – per l’assistenza militare e l’accoglienza dei profughi ucraini”.

Olga Stephanishyna interviene con l’Adnkronos anche sul tema sanzioni: “E’ necessario rafforzare le sanzioni e iniziare a lavorare su un nuovo pacchetto. Sono azioni che andrebbero progettate a lungo termine”. “E’ importante che i paesi europei si liberino quanto prima dalla dipendenza energetica da Mosca e diversifichino le proprie fonti di approvvigionamento. Tutti hanno già visto che la Russia non è un fornitore affidabile di risorse energetiche, che usa come armi contro l’Occidente. Il Cremlino ha già iniziato il suo ricatto energetico per minare l’unità europea. La Russia sta ora cercando di trovare trucchi per iniziare ad ammorbidire la politica delle sanzioni. In nessun caso si dovrà cedere stabilendo un simile precedente di eventuali esclusioni dalle sanzioni”.

“Vediamo che le sanzioni colpiscono l’economia russa – prosegue – È importante aumentare il prezzo che Mosca deve pagare per la sua aggressione all’Ucraina. Va ridotta la capacità industriale della Russia, tagliandola fuori dal sistema finanziario internazionale e dalle grandi entrate alle banche derivanti dalla vendita di risorse energetiche, risorse – sottolinea la vice premier – che alimentano la macchina da guerra del Cremlino favorendo il genocidio del popolo ucraino”. “La brutalità delle azioni di Mosca non sta diminuendo. Quando l’Ue stava finalizzando il settimo pacchetto di sanzioni – ricorda Stephanishyna – i russi hanno sterminato con il lancio di missili dozzine di persone e ferito centinaia di civili nel centro della città ucraina di Vinnitsa, lontano dalla linea di combattimento. Questo – rimarca – è un chiaro atto di terrorismo”.

Quindi la vice premier guarda al fronte: “La situazione sta gradualmente cambiando. Grazie alle consegne occidentali di armi a guida di precisione all’Ucraina nelle ultime settimane, le forze armate ucraine hanno effettuato con successo una serie di ‘attacchi chirurgici’ contro depositi russi di munizioni. Ciò influenzerà la capacità degli occupanti di usare la loro unica tattica terroristica: spargere il fuoco su tutto ciò che li circonda e distruggere città pacifiche e loro infrastrutture”. “Solo la vittoria dell’Ucraina garantirà il ritorno della sicurezza nel continente europeo. Congelare questa guerra darà alla Russia l’opportunità di raggruppare le sue forze e riprendere battaglie ancora più sanguinose: abbiamo già avuto un’esperienza del genere nel 2014”.

L’Ucraina – prosegue – deve disoccupare i suoi territori. Siamo consapevoli delle deportazioni di massa, del terrore, delle sofferenze che si verificano nei territori occupati. Kherson oggi è un vero inferno. Siamo grati ai nostri partner che ci hanno fornito supporto militare. I nostri militari hanno già dimostrato di poter imparare rapidamente e dimostrare abilità incredibili con le armi occidentali. E le autorità ucraine sono completamente aperte e trasparenti con i loro sostenitori, in particolare per quanto riguarda l’uso delle armi fornite”.

“Il supporto deve continuare – sollecita pertanto la vice premier – Sono necessarie armi più moderne per salvare la vita delle persone. Più a lungo si prolungherà questa guerra, più distruzione e sofferenze ci saranno in Ucraina, più devastanti saranno le conseguenze per l’economia mondiale. Il Cremlino conta su una cosa: che il mondo semplicemente si stancherà della guerra e si piegherà al suo presunto diritto di dettare condizioni all’Europa sulla base del terrore e delle uccisioni. Dobbiamo distruggere, impedire questo programma”, conclude.

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