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Quando i profumi si staccano dalla loro dimensione olfattiva

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Nell’antico Egitto accompagnavano i rituali sacri, la pratica dell’imbalsamazione e anche la beauty routine dei faraoni. Durante l’età ellenistica erano parte integrante dell’igiene quotidiana di donne e uomini dei ceti più elevati. In epoca rinascimentale camuffavano gli odori sgradevoli della scarsa cura personale dei cortigiani, e nel Settecento si affermavano definitivamente come elemento essenziale nelle primissime stanze per la toilette. 

Stiamo parlando dei profumi, che oggi sono entrati nel Metaverso trasformandosi in Nft, Non-fungible token. Scardinano le barriere fisiche, si staccano dalla loro dimensione prettamente olfattiva e diventano a tutti gli effetti accessori virtuale. 

In che modo? Il primo esperimento deriva dalla collaborazione tra Byredo, marchio svedese di lusso nato nel 2006 e acquisito da pochi mesi da Puig, e Rtfkt, startup di moda digitale di proprietà di Nike e autrice dei primi modelli di sneakers virtuali con il baffo (come le “Cryptokicks”, una scarpa Nft a tutti gli effetti). Le due realtà hanno dato vita a cosiddette “auree” digitali indossabili: più precisamente, si tratta di fragranze personalizzate virtuali, indossabili tramite gli avatar Nft dell’ecosistema di Rtfkt, CloneX: un progetto realizzato dalla startup con l’artista giapponese Takashi Murakami. 

Le fragranze non si possono annusare – ovviamente – ma si possono vedere: gli ingredienti che le compongono non sono quelli tradizionali, ma sono rappresentazioni visive (26, per la precisione), ognuna delle quali simboleggia una virtù, come acutezza, armonia, ingenuità. 

Dal reale al virtuale, e viceversa. Combinando a proprio piacimento gli ingredienti digitali, le persone potranno creare – attraverso Nft – fragranze personalizzate che verranno prodotte fisicamente (fino a 2mila profumi). Ogni boccetta sarà identificata con un tag Nfc (Near-field communication, una tecnologia che consente di scambiare dati tra due dispositivi in modalità contactless), a sua volta collegato a Nft. 

 

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«Un singolo profumo non è in grado di rappresentare questo mondo virtuale, dunque abbiamo formulato un lessico di elementi che i collezionisti (di Nft, ndr) possono combinare a piacimento per creare qualcosa di completamente unico», ha detto in una nota il fondatore e direttore creativo di Byredo, Ben Gorham.

Non solo. L’iniziativa si va ad aggiungere ad altri esperimenti simili nel Metaverso, come “Cyber Eau des Parfume” di Look Labs, nuovo marchio di fragranze di nicchia con sede a Berlino. Si tratta di una versione virtuale, codificata come Nft, del profumo fisico “Cyber” (lanciato dallo stesso Look Labs nel 2020). La fragranza digitale è stata ottenuta attraverso la spettroscopia nel vicino infrarosso, registrando le lunghezze d’onda molecolari di flacone, etichetta ed essenza. 

Il risultato è un’immagine digitale del profumo. Look Labs, in collaborazione con Sean Caruso, esperto canadese di arti tecnologiche, ha realizzato 10 opere d’arte virtuali in edizione limitata, codificate come Nft. «Potenzialmente, se disponiamo di una macchina in grado di riconvertire i riflessi molecolari, possiamo ricreare il profumo o possiamo avere un algoritmo di intelligenza artificiale in grado di “decodificare” il profumo e riprodurlo in futuro», spiega il fondatore di Look Labs, Jodan Katzarov in un’intervista al magazine Dezeen. 

Cyber Eau des Parfume è stata quotata sul sito di aste Nft Rarible. Gli acquirenti hanno potuto riscattare anche l’edizione speciale fisica contenente un’etichetta elettronica Oled (un diodo organico a emissione di luce) che si illumina di rosso quando viene premuta.

L’altro esperimento si chiama “Scent of the Metaverse” ad opera di Rook Perfumes, casa di fragranze di nicchia londinese. Coinvolge un gruppo di 100 persone che, acquistando un Nft, ricevono in cambio l’autorizzazione a prendere parte a una Dao, un’organizzazione autonoma decentralizzata. Lo scopo è unirsi in gruppo e collaborare – insieme al profumiere di Rook Perfumes, Nadeem Crowe – alla realizzazione di una fragranza virtuale. 

L’esperienza ha una durata di otto settimane, tra sessioni di apprendimento, chat virtuali e giochi interattivi. Il profumo finale sarà l’interpretazione di Crowe di quanto discusso ed emerso dalla Dao. Alla fine, i titolari di Nft otterranno sia il profumo sia i diritti di co-creazione della fragranza stessa.

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