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Franchino Er Criminale smonta food porn e marchette dei ristoranti

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Franchino Er Criminale è uno youtuber con più di 200 mila iscritti al suo canale video. E quasi 100 mila su Instagram. Opera, il nome ve lo dice, a Roma. Alessandro Bologna – vero nome – 44 anni è un ex allenatore di pugili che ha deciso di fare la guerra agli influencer della ristorazione. Picchia duro anche se nel suo primo video che ha aperto la serie delle Marchette Criminali avvisa che si tratta di un video ironico e riporta opinioni personali.

Ma la sua crociata contro foodbloggari e foodpornari è deflagrata nel quieto sistema di “famme magnà aggratis a me e alla mia famiglia” e ti lancio il locale. Anzi, dammi pure 70 €. Che serviranno per le bollette di casa, intuisco.

Marchette Criminali e la storia di Franchino Er Criminale sono rimbalzate sulla cronaca di Roma di Repubblica con due articoli. Di cui uno firmato da Valentina Lupia che ha bazzicato qui su Scatti di Gusto.

Il precedente

Ha sollevato il classico coperchio della pentola che puzza anche se tra gli addetti ai lavori la faccenda è nota. E visto che ci siamo, richiamiamo anche le puntate di Report che, oltre alla pizza, alla questione ha dedicato spazio. Correva l’anno 2017 e sotto la lente di Bernardo Iovene finirono proprio loro, i foodblogger e gli influencer (e non furono risparmiate nemmeno le guide).

Il tema, i temi, sono le marchette degli influencer che non avvisano i follower che si tratta di pubblicità con l’hashtag #ADV. E la possibilità che ci sia addirittura un’estorsione. Del tipo se non mi paghi invece di fare una recensione positiva la faccio negativa.

Fiumi di byte si potrebbero linkare sull’argomento della credibilità e dell’obiettività. Cancellate dalla necessità di fare like e visualizzazioni e quindi monetizzare l’impegno profuso nella creazione di una community. Coinvolge tutti quelli che a vario titolo scrivono sui social ma anche sui blog e sui siti. Noi qui su Scatti di Gusto ci mettiamo Sponsor Post o indichiamo che è una cena stampa.

Comunque, a me sembra tutto molto incasinato. Se ci sono gli influencer che chiedono ci sono anche ristoratori, chef e pizzaioli che accettano. E addirittura rilanciano. Anche quando sono operazioni di pubblicità in chiaro che finiscono dalla carta stampata sui social. Siamo sul Giornale della Città, grazie Giornale della Città, meraviglioso, stupendo. E linkano un publiredazionale che hanno pagato come se fosse la recensione di un critico.

Franchino Er Criminale e le Marchette Criminali

Franchino Er Criminale vuole alzare il tappeto per vedere la polvere accumulata. E non farà fatica se non a riverniciare la Panda che gli hanno rigato al Tufello, lì dove abita. Un po’ come le false recensioni dei ristoratori nemici su TripAdvisor.

L’importante è che se ne (s)parli. La vecchia teoria della comunicazione un tanto al chilo vale ancora di più in era social. E ci sono influencer disposti a fare boccucce e a realizzare contenuti demenziali. Soprattutto su TikTok che è la nuova frontiera del riempire locali soprattutto di gente curiosa.

Che si mangi bene è una derivata e nemmeno secondaria. Sta lì a dare fastidio perché l’importante è riempire di gente disposta ad andare in estasi per l’immangiabile crema al pistacchio che cola da un panino. In un papocchio in cui, dice Franchino Er Criminale insieme a Giuliacrossbow, si fa fatica a distinguere l’incommensurabile fettazza di mortazza del discount.

Il motivo per cui i locali fanno questo tipo di pubblicità occulta? “O perché lavorano male o perché lavorano male”. L’intento di Franchino Er Criminale è far capire l’inutilità della pubblicità marchetta a coloro che se la fanno fare. Vado io e ristabilisco la verità. Gagliardo. E non nominerà nemmeno il foodpornaro di turno anche se parlando del locale sarà piuttosto facile individuarlo. Ma poi che ce frega di chi ha fatto la marchetta? A noi ci interessa di magnà bene.

E per farlo il duo ricorre agli “infiltrati”. Sono loro che comprano i panini food porn da assaggiare.

Kebhouze

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Si parte da Kebhouze in via Ostiense con tre kebab ognuno a 5,90 €. Prezzo onestissimo con un gran bel servizio. Confezione piccolina e la bilancia della mano dice piccolino per 6 €. Piadina cruda e gommosetta, pomodoro secco con l’irrinunciabile iceberg, la carne c’è ma non si sente. La sufficienza assegnata è lontana dai luccichii dei reel marchetta. L’infiltrato aggiunge che è tutto piatto, dal vegetariano al carnivoro è una gran salsa.

Golocious secondo Franchino Er Criminale

il panino di Golocius alla prova di Franchino Er Criminale

E poi lui, il “king pistacchioso”, #foodporntoyou: Golocious in via Isacco Newton. 2 panini alla modica cifra di 24 € tra cui, sepoffà, The lord of pistacchio da 13 €. Bronte se ci sei batti un colpo. Shopper e confezione impeccabili. Ecco il Crispy Golocious. C’è salsa, nevvero? Ma poco food porn. Il pane è una spugna, cottura sbagliata dell’hamburger, il bacon è bollito. Quello al pistacchio “puzza”, 2 fette di mortadelletta, crema al pistacchio immangiabile, hamburger cotto malissimo e patatine fritte. “Che artro ce mettemo?”, si chiede Franchino Er Criminale. La media fa un 5 pieno. Annamo bene.

Conclusione di Franchino Er Criminale. “Il food porn non è cucina. È prendere un tot di ingredienti che non hanno alcun senso l’uno con l’altro e buttarli dentro alle cose”. Amen.

Quanto costano i servizi degli influencer a Roma

Quanto costa un post aumm aumm lo dice Repubblica che conosce i tariffari. Spesa di 70 € a post o collaborazione da 1.400 € al mese. Una famosa pagina Instagram seguita da 186mila followers propone diverse soluzioni ai ristoratori: un pacchetto di gestione social del ristorante stesso con tanto di assistenza 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 e un graphic designer a disposizione. Costo: 900 euro al mese, più Iva, “con pagamento l’1 di ogni mese. Ma se si aggiunge la “marchetta”, ossia la pubblicità sulla pagina seguita da 186mila persone il prezzo sale: con un post al mese, “15/20 storie con tag” e sponsorizzazioni si arriva a 1.400 euro”.

Daje Franchino Er Criminale facce sognà. Più botteghe artigianali, più posti sconosciuti e meno colate laviche di creme e cremine. Ci sta.

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