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Chi è Mira Murati, l'ingegnere a capo di ChatGpt: “Non abbiate paura dell'intelligenza artificiale” – Il Riformista

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La responsabile della tecnologia di Open AI

Antonio Lamorte — 5 Aprile 2023

Chi è Mira Murati, l’ingegnere a capo di ChatGpt: “Non abbiate paura dell’intelligenza artificiale”

Mira Murati definiva “nostro figlio” ChatGpt, il software di Open AI del quale si parla ovunque e comunque di questi tempi. È lui l’ingegnere che ha guidato i team che hanno costruito ChatGpt ma anche Dall-E, un altro servizio dell’intelligenza artificiale della società in grado di costruire immagini a partire da un testo. “ChatGpt è essenzialmente un modello di conversazione di grandi dimensioni – una grande rete neurale addestrata a prevedere la parola successiva – e le sue sfide sono simili a quelle che vediamo con i modelli linguistici di base di grandi dimensioni: può inventare fatti. Questa è in realtà una sfida fondamentale. Abbiamo scelto il dialogo proprio perché è un modo per interagire con un modello e dargli un feedback”, aveva raccontato in un’intervista al Time.

Murati è nata nel 1988 a Valona, in Albania. A circa 16 anni si è trasferita prima in Canada e quindi negli Stati Uniti dove si è laureata in ingegneria meccanica. Ha cominciato a lavorare a Goldman Sachs. A seguire esperienze importanti alla Zodiac Aerospace, Tesla e Leap Motion. Proprio nella società di Elon Musk aveva cominciato a nutrire interesse per l’intelligenza artificiale grazie alle prime versioni dell’Autopilot, il software per la guida autonoma. Murati è arrivata a Open AI nel 2018, quando la società era ancora un’organizzazione no profit, da Vicepresidente per le applicazioni dell’AI e le partnership (VP of Applied AI and Partnership). Dopo un anno è diventata Chief Technology Officer e ha messo a disposizione del pubblico sia ChatGpt che Dall-E, convinta che le interazioni con il pubblico possano apportare sensibili miglioramenti alla tecnologia.

“A volte ChatGpt sbaglia, ma migliora grazie agli utenti. Chi la utilizza sa dei suoi limiti”, ha dichiarato in un’intervista al quotidiano La Stampa. Ai timori di chi sostiene che l’intelligenza artificiale possa andare fuori controllo e che gli effetti – sul mondo del lavoro e su quello dell’informazione – del suo uso possano essere molto più impattanti di quanto si possa pensare, ha risposto: “Condividiamo molte delle preoccupazioni della lettera (di Elon Musk, ndr). Da anni parliamo delle promesse e dei rischi dell’AI. Anche noi siamo preoccupati per il rischio di una sua accelerazione. Ma ci sono due cose. Abbiamo impiegato più di sei mesi per rendere sicuro Gpt-4, prima di renderlo pubblico. E non stiamo addestrando Gpt-5, a differenza di quanto si dice nella lettera. Non abbiamo nemmeno intenzione di farlo nei prossimi sei mesi. Ma pensiamo che per rendere sicuri questi sistemi bisogna metterli a disposizione degli utenti e capire la loro reazione. Così si possono calcolare rischi e impatti”.

Murati è certa che ChatGpt trasformerà le cose, che se tante professioni cambieranno altre nasceranno. È a favore di una regolamentazione dell’intelligenza artificiale. Il Garante per la protezione dei dati personali italiano ha portato la società a sospendere il servizio in Italia per possibile violazione delle norme sulla tutela della privacy. “Non crediamo di violare in alcun modo le norme della legge europea sulla privacy, ma sappiamo che buona parte dell’opinione pubblica italiana è dalla nostra parte e vogliamo arrivare a una soluzione”. L’Autorità, si leggeva nel comunicato con cui era stato reso noto il provvedimento, “ha contestualmente aperto un’istruttoria. ChatGpt, il più noto tra i software di intelligenza artificiale relazionale in grado di simulare ed elaborare le conversazioni umane, lo scorso 20 marzo aveva subito una perdita di dati (data breach) riguardanti le conversazioni degli utenti e le informazioni relative al pagamento degli abbonati al servizio a pagamento”.

Parla benissimo italiano. “Come tutti gli albanesi ho imparato l’italiano dalla televisione”. È certa di una cosa: con l’AI “la soluzione non è fermarla. Ma gestirla”.

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Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.

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