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Bonaccini si candida alla segreteria PD: “Per il Paese ne vale la pena ma non basta un congresso, ci aspetta una traversata nel deserto” – Il Riformista

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Su Elly Schlein: “Le voglio bene e la stimo”

Redazione — 20 Novembre 2022

Bonaccini si candida alla segreteria PD: “Per il Paese ne vale la pena ma non basta un congresso, ci aspetta una traversata nel deserto”

Dalla ‘sua’ Campogalliano, in provincia di Modena, dove è nato e ha cominciato a fare politica, e dove ancora oggi vive assieme alla famiglia, parte la “scalata” di Stefano Bonaccini alla segretaria del Partito Democratico.

Nel circolo Dem del paese il presidente della Regione Emilia Romagna ha ufficializzato infatti la candidatura alle primarie, che si terranno come stabilito nell’Assemblea di sabato il 19 febbraio prossimo, salvo concomitanza con le elezioni regionali.

Ho deciso di candidarmi a segretario del Partito democratico”, dice Bonaccini tra gli applausi dei presenti, che rimarca la scelta simbolica di Campogalliano “Mi è parso giusto dirlo prima di tutto a voi e dirlo qui, agli iscritti del mio circolo, ai compagni e alle compagne del mio Comune”.

Nella platea tanti amministratori locali e qualche big nazionale, dal deputato Andrea De Maria all’ex ministro Graziano Delrio, ma c’è anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

Una candidatura ‘di servizio’ quella del governatore, che non manca di sottolinearlo. “Tanti mi hanno detto: chi te lo fa fare. Ma se è per il Pd e per il Paese allora ne vale la pena”, spiega ai presenti, ai quali evidenzia che la strada sarà lunga e difficile.

Perché “non basterà un congresso – spiega Bonaccini – ci aspetta una traversata nel deserto. Dobbiamo tornare a essere il Pd un partito popolare, a vocazione maggioritaria. Sento come responsabilità di portare a vincere il Pd alle prossime elezioni. Per farlo servono unità e sogni, anche sogni. La sinistra non esiste per amministrare l’esistente, ma perché anche l’ultimo della fila possa tagliare il traguardo”.

Per ripartire serve quel programma, quell’attenzione ai temi forti, che hanno portato Bonaccini a vincerle le Regionali in Emilia Romagna e fermare l’onda salviniana nel Paese. Quindi ripartire e puntare tutto su sanità e scuola, così come i diritti, perché il Pd deve “difendere  il diritto di ciascuno a esprimere la propria identità, che si tratti di come vivere, amare o morire”. D’altra parte non si può più mettere sotto il tappeto la questione lavoro, perché “i lavoratori ci hanno abbandonato”, non manca di sottolineare il governatore.

Quello che ha in mente Bonaccini è un partito “da combattimento” che rispetti però gli avversari, un partito che “non deve vivere solo per le liste o i programmi elettorali, ma per cambiare la società. A chi pensa di poterci liquidare dico che non ce la faranno. Non lasceremo ai 5 stelle di rappresentare da soli a sinistra, e non lasciamo al Terzo Polo i moderati. Il nostro spazio ora ce lo andiamo a riprendere”.

Parole ‘dolci’ per Elly Schlein, per due anni sua vice in Regione, ora deputata e soprattutto possibile avversaria ai gazebo del 19 febbraio. “L’ho chiamata alla vicepresidenza della Regione – ricorda di Bonaccini – le voglio bene, la stimo e non sentirete mai una parola che non sia rispettosa e di affetto per lei, veniamo da troppe stagioni dove le guerre sono state interne e intestine e questo i nostri militanti e iscritti non ce lo potranno più perdonare”.

Nonostante la sua candidatura come segretario, Bonaccini ha annunciato che rimarrà in carica come presidente della regione Emilia-Romagna “fino alla fine del mandato”.  Altrettanto chiaro è stato anche sulla spinosa questione delle correnti, e su un eventuale sostegno da parte di una di esse alla sua candidatura: “Non chiederò a nessuna corrente di sostenermi, né vorrò il sostegno di qualsivoglia corrente“. “Io – ha ribadito in un altro passaggio – non mi sono mai iscritto ad una corrente e lo voglio dire ai più giovani: si vive benissimo lo stesso, direi anche meglio». Chiederà invece una mano a “sindaci, amministratori locali, al gruppo dirigente diffuso sul territorio, ai tanti segretari di circolo che per pura passione e spirito di servizio dedicano intere giornate della loro vita per tenere insieme comunità e militanti” perché, secondo il governatore, “non avrò il sostegno di molti nel gruppo dirigente nazionale“.

La partita delle primarie per la segreteria è quindi aperta. Da regolamento deadline per presentare le candidature è fissata al 27 gennaio 2023, si misureranno prima col voto dei tesserati entro il 12 febbraio. Successivamente soltanto i primi due candidati più votati si scontreranno con le primarie dei gazebo.

Ufficialmente in campo ci sono Bonaccini e l’ex ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli, anche lei provenienti dalla stessa Regione essendo di Piacenza. In attesa di Elly Schlein, gli altri possibili contendenti sono il sindaco di Firenze Dario Nardella, che il 27 novembre ha organizzato una convention con Matteo Lepore e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, così come l’ex ministro del Lavoro Andrea Orlando, in quota ‘sinistra del partito’.

Redazione

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