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Vinitaly accende i riflettori sulla qualità. Ma al supermercato c’è la Ribolla gialla a 1,90 euro

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Un’offerta di MD apre un problema serio: come si possono vendere alimenti a prezzi che non coprono i costi di produzione? E non basta la faccia della Clerici per dare garanzie al consumatore

Un’offerta di MD apre un problema serio: come si possono vendere alimenti a prezzi che non coprono i costi di produzione? E non basta la faccia della Clerici per dare garanzie al consumatore

Parliamoci chiaro, i problemi seri in questo momento sono davvero altri, e segnalare che è un assurdo vendere al supermercato una bottiglia di Ribolla gialla a 1,90 euro potrebbe anche infastidire qualcuno. Eppure, che uno dei vini più ricercati in Italia, orgoglio dell’enologia friulana, possa essere svenduto a prezzi che non pagano nemmeno la bottiglia di vetro, il tappo e l’etichetta, non dovrebbe lasciare indifferenti i tanti italiani che pensano che la qualità sia una condizione irrinunciabile per vivere tutti meglio. Ma che qualità ci può essere in un prodotto che a quel prezzo o è svilito o è dubbio?

Purtroppo siamo abituati da troppo tempo ai volantini inutili che troviamo nelle cassette postali o agli spot televisivi che promuovono bottiglie di vino al costo di una tazzina di caffè (1,2 euro in media a Bolzano). E così in pochi si pongono il dubbio su cosa bevano in realtà, dimenticando magari che salute e piacere della tavola procedono di pari passo.

Vinitaly accende i riflettori sulla qualità. Ma al supermercato c'è la Ribolla gialla a 1,90 euroUna delle promozioni  MD per Pasqua

Una pubblicità imbarazzante…

Ci sono però dei momenti in cui questa situazione diventa imbarazzante e fa emergere tutte le contraddizioni di un sistema che va in cortocircuito. Giusto quanto è successo domenica sulla Rai. Al TG1 dell’ora di pranzo, dopo Linea verde dedicata a valorizzare il meglio dell’agricoltura italiana, c’è un ampio servizio dedicato all‘inaugurazione del Vinitaly, dove l’attenzione è dedicata proprio all’aumento incontrollato dei costi di produzione che stanno mettendo in crisi il mondo del vino. Appena finito il TG cosa appare? Il faccione sorridente dell’Antonella nazionale, quella della Prova del Cuoco per anni e ora in video Rai all’ora di pranzo con “È sempre mezzogiorno”, che con il patron di MD, Patrizio Podini, fa la pubblicità per una Ribolla gialla a 1,90 euro. Ricordiamo che i prezzi medi di tutti i produttori friulani vanno da un minimo di 7 euro ad oltre 100 euro.

Già potrebbe essere discutibile che la Clerici dispensi consigli alimentari e ricette e poi usi la notorietà pagata coi soldi pubblici per promuovere aziende private del food. Ma che, proprio in occasione del Vinitaly, si faccia la pubblicità a un vino che, se si considerano i costi veri, non dovrebbe essere venduto a quel prezzo (salvo dire che è regalato…) sembra un insulto alle migliaia di produttori onesti che al vino dedicano investimenti e sacrifici.

Antonella Clerici e Patrizio Podini (patron di MD) Vinitaly accende i riflettori sulla qualità. Ma al supermercato c'è la Ribolla gialla a 1,90 euroAntonella Clerici e Patrizio Podini (patron di MD)

Prodotti svenduti sotto costo

Il discorso non si può limitare certo alla catena di supermercati che paga per questo la Clerici. Vale per tutti e andrebbe allargato anche al mondo dell’olio che viene pagato di quello usato per il motore. È un problema di riconoscibilità e garanzia di tutto il sistema agroalimentare che non può non fare i conti con costi e ricavi autentici. Per serietà e trasparenza verso i consumatori. Pensiamo solo al tema del prezzo del latte e alla crisi di tutto il comparto. E ciò diventa ancora più importante quando parliamo di prodotti che, come il vino, sono tutelati da consorzi che devono garantirne l’autenticità. Ma a quel prezzo chi mai può produrre e vendere senza rimetterci una Ribolla gialla? A meno che la MD non intenda fare un regalo ai suoi clienti… Ma allora per rispetto degli altri produttori lo si dovrebbe dichiarare.

Operazioni come queste, sfruttando magari proprio il richiamo di momenti come il Vinitaly dove si celebra il vino (quello vero e che non può non avere un costo più elevato di 1,9 euro) sarebbero da evitare nell’interesse di tutti. Anche dei consumatori. E in questo caso proprio la Rai potrebbe stare un po’ più attenta a ciò che mette in onda, anche se è pubblicità.

Il Ministero dovrebbe informare meglio…

Proprio in questi giorni, in cui al Vinitaly il mondo del vino gioca una partita fondamentale per tutto l’agroalimentare italiano, sentiamo il ministro Stefano Patuanelli o il sottosegretario GianMarco Centinaio delineare gli impegni del Governo per sostenere la qualità e il valore del cibo, salvo poi trovare la contraddizione di simili operazioni commerciali che usano specchietti per le allodole. È una cosa che non si può vedere e sarebbe importante che il ministero delle Politiche agricole facesse delle campagne promozionali per chiarire che, purtroppo, sotto certi prezzi bisogna aprire gli occhi …. Altro che italian sound da combattere nel mondo: se non mettiamo un freno a queste “svendite” che sono concorrenza sleale e che suonano peggio di un taroccamento sarà tutto inutile.

Sarebbe il caso di aprire davvero un po’ di più gli occhi, anche se ovviamente oggi l’attenzione non può che essere concentrata su problemi ben più importanti, come i molti italiani che non sanno come tirare a fine mese per i quali questi vini “regalati” sono comunque una manna. Per non parlare della guerra a pochi chilometri da noi e il dramma del popolo ucraino, del Covid che comunque non molla del tutto la presa, del caro energia o dell’inflazione.

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