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Vaccino AstraZeneca: alcune trombosi tra gli effetti collaterali molto rari. Italia verso la raccomandazione oltre i 60 anni

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Saranno da inserire nel foglietto illustrativo, ma i casi sono talmente rari che non pregiudicano il rapporto tra rischi e benefici del vaccino. E l’Italia pensa di consigliarlo ha chi ha più di 60 anni

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(foto: hakan german via Pixabay)

Secondo il comitato sulla farmacovigilanza (Prac) dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema), i coaguli di sangue associati a basso numero di piastrine nel sangue devono essere inclusi tra gli effetti collaterali molto rari del vaccino Vaxzevria contro Covid-19 di AstraZeneca. Si tratta di un legame “possibile“, anche se non ancora dimostrato. I medici che somministrano il vaccino devono quindi tenere presente l’eventualità. Finora nella maggioranza dei casi il problema è avvenuto in donne con meno di 60 anni ed entro due settimane dalla vaccinazione, ma non sono stati evidenziati specifici fattori di rischio e il meccanismo resta poco chiaro. Secondo il comitato sulla farmaco vigilanza, essendo questi effetti molto rari, il rapporto rischi benefici resta a favore del vaccino anti-Covid-19.

Il Prac ha analizzato 62 casi di trombosi del seno venoso cerebrale e 24 casi di trombosi della vena splenica segnalati dal database europeo fino al 22 marzo, di cui 18 fatali, su oltre 25 milioni di persone vaccinate nel Vecchio continente.

Intanto alcuni Paesi hanno deciso di sospendere del tutto le somministrazioni o limitarle in base all’età e al sesso. L’Ema, però, non consiglia alcun blocco del vaccino AstraZeneca e su questo tema si sono incontrati i ministri della Salute europei.

E l’Italia? In una conferenza stampa, il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza coronavirus ha affermato che “l’idea anche per Italia è di raccomandare l’uso preferenziale oltre i 60 anni“. Questo significa che il vaccino di AstraZeneca sarà disponibile a tutti, ma che si dovrebbe prediligere un uso per chi ha più di 60 anni. La posizione italiana sarà oggetto di un provvedimento apposito del ministero della Salute, ha precisato il ministro Roberto Speranza.

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