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Un malore mentre era al supermercato, per Samuele non c’è nulla da fare

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Un malore improvviso e inspiegabile ha sottratto Samuele Fioretti all’affetto dei suoi cari. Grazie i suoi organi 5 persone si potranno salvare.

Il fegato, i reni, le cornee di Samuele Fioretti hanno restituito speranza a cinque persone che riceveranno gli organi del 51enne di Macerata, deceduto per un malore improvviso.

samuele.fioretti leggilo.org 13.5.2022

Il fratello Harry – intervistato dal Corriere Adriatico – ha spiegato che, dopo aver capito che per Samuele non c’era più speranza, lui e la famiglia, hanno deciso di continuare a farlo vivere in altri cinque esseri umani. “Mio fratello ha accusato un malore sabato scorso, intorno alle 11  in un supermercato. Si è accasciato a terra ed è stato soccorso dai sanitari del 118. Mentre l’ambulanza lo trasportava all’ospedale di Macerata i dottori avevano già capito che non ce l’avrebbe fatta. Gli hanno diagnosticato una emorragia cerebrale non operabile: già due ore dopo aveva difficoltà a parlare e non riusciva a muovere gli arti della parte sinistra del corpo” – le parole di Harry Fioretti.

Mentre in ospedale Samuele agonizzava, i medici, avendo già intuito che per il 51enne non c’era più niente da fare, hanno chiesto ai familiari di prendere in considerazione l’espianto degli organi. La famiglia del 51enne, conoscendo il suo estremo altruismo, ha deciso che gli organi dell’uomo dovevano ridare la speranza a qualcun altro. Un modo per sconfiggere la morte, in un certo senso: per renderla meno vana, almeno. Il fratello della vittima ha aggiunto che Samuele non aveva lasciato questa volontà, ma quando ne parlava era sempre favorevole. E, specifica, che è stata una scelta positiva anche per lui e il resto della famiglia in quanto avranno la consapevolezza che Samuele ora vive in altre persone.  L’espianto è avvenuto nell’ospedale di Macerata. La direttrice dell’Area vasta 3 Daniela Corsi ha sottolineato l’importanza di scegliere di donare gli organi di un proprio caro: “La scelta di donare organi e tessuti è personale, ma ognuno ha il dovere di informarsi e di riflettere per non lasciare che dubbi, pregiudizi o informazioni scorrette interferiscano con il diritto-dovere di fare una scelta consapevole. Molti pazienti con patologie non curabili possono migliorare la qualità di vita grazie alla donazione“. Anche i genitori di Camilla Canepa, la 18enne genovese morta a seguito della somministrazione del vaccino anti Covid di AstraZeneca, hanno fatto la stessa scelta e hanno deciso di donare gli organi della giovanissima figlia, anch’ella morta all’improvviso.

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