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Un giorno a Taranto tra storia e gastronomia

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di Giulia Milani

Ultima Modifica: 12/04/2022

Spesso poco citata e valorizzata dalle guide, Taranto è una meta turistica da non sottovalutare. Si finisce per scartarla perché vi si associano di più attività produttive e industriali dimenticando le sue innumerevoli bellezze naturalistiche e artistiche. Grazie alla sua posizione strategica al centro dell’omonimo golfo, Taranto è stata un fiorente centro culturale, economico e militare fin dai tempi della civiltà magno-greca e per questo motivo è ricca di tesori di inestimabile valore. È una vera e propria scoperta continua: ancora oggi ad ogni scavo affiorano reperti e testimonianze delle civiltà passate. La sua vicinanza a molte località turistiche la rende inoltre perfetta per visitare tutta la regione, per non parlare poi delle eccellenze gastronomiche tipiche di questa zona che da sole valgono la visita. 

Cosa vedere a Taranto

La prima cosa di cui ci si accorge guardando la cartina è che il centro storico della città è un’isola collegata alla terraferma da due ponti, a sud il cosiddetto “Ponte girevole” in acciaio che porta al borgo “nuovo” e a nord il ponte di Porta Napoli, anche detto Ponte di pietra. 

Sempre osservando la cartina si nota che la città vecchia racchiude all’interno un piccolo mare. Da qui deriva il soprannome di città dei due mari, per la sua peculiare posizione a cavallo di tra il Mar Grande e il Mar Piccolo. Nel primo, nei pressi delle Isole Cheradi, antistanti la città, vive e prospera una storica popolazione di delfini e altri cetacei; nel secondo è praticata da secoli e in larga scala la mitilicoltura, i cui prodotti sono noti a livello mondiale per la loro unicità.

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Una passeggiata a Taranto vecchia

La visita non può che cominciare da una passeggiata tra i vicoli di Taranto vecchia, centro storico della città. La zona vecchia di Taranto costituisce la parte medievale della città, sorta nel X secolo sulle rovine dell’acropoli greca. È un labirinto di stradine, vicoli stretti e angusti: quando venne ricostruita in epoca bizantina, vennero progettati vicoli strettissimi per impedire un’invasione di massa da parte dei nemici.

Già da una prima occhiata si nota la stratificazione storica e culturale di questo territorio. L’architettura della città va infatti dal romanico-gotico della Chiesa di San Domenico Maggiore, costruita sui resti di un tempio greco del VI secolo a.C., al barocco della Cattedrale di San Cataldo, la più antica cattedrale pugliese, dalle rimanenze di strutture medievali a palazzi e installazioni in stile liberty e neoclassico.

Da non perdere sono i resti del Tempio Dorico, che risulta essere fra i più antichi della Magna Grecia, e la Cattedrale di San Cataldo con il suo “cappellone”, internamente decorato di marmi policromi, madreperle e lapislazzuli.

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Il castello aragonese

Nell’angolo settentrionale dell’isola del centro storico svetta il Castello aragonese, chiamato anche Castel Sant’Angelo. Si tratta di una fortezza a pianta quadrangolare con cortile centrale, costruita nel 780 d.C. a opera dei Bizantini per proteggersi dagli attacchi dei Saraceni e della Repubblica di Venezia. Nel 1486 Ferdinando d’Aragona II fece ampliare e modificare il Castello fino a dargli un aspetto simile a quello odierno. L’assetto difensivo originale, in realtà, comprendeva più torri, alcune delle quali furono abbattute in occasione della costruzione del Ponte girevole.

Oggi il Castello Aragonese è gestito dalla Marina Militare che ne cura restauro e conservazione, avviando negli ultimi anni anche una serie di campagne di scavo nei sotterranei che continuano a portare alla luce ambienti nuovi e reperti archeologici di varia datazione.

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Museo MarTA

Infine, da non perdere è il Museo archeologico nazionale, il MarTA, uno dei più importanti non solo di Taranto, ma addirittura di tutta Italia. Espone una delle più grandi collezioni di manufatti risalenti alla Magna Grecia, tra cui i famosi Ori di Taranto, una collezione di gioielli ancora oggi continua fonte di ispirazione per la moda e il design. In un percorso cronologico e tematico viene raccontata la storia di Taranto dalla preistoria all’epoca altomedievale.

Non si possono assolutamente perdere i capolavori delle ceramiche figurate, le ceramiche a figure rosse e nere, la tomba dell’atleta e la Sala degli Ori.

Degno di nota è il MarTA Lab, un  laboratorio di artigianato digitale del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, costituito da stampanti e scanner 3D, macchine a taglio laser, kit di robotica e strumenti didattici interattivi. Qui vengono svolte attività sperimentali ed innovative al servizio del Museo e dei visitatori di tutte le fasce d’età. In particolare, la scansione 3D e la stampa 3D offrono un reale contributo nel campo della conservazione, del restauro e della valorizzazione del patrimonio del museo.

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La Taranto sotterranea: necropoli e ipogei

Nei quartieri moderni di Taranto, che si sono sovrapposti alla necropoli greca, si possono visitare alcune fra le più importanti tombe a camera rinvenute nella città. Sono state identificate oltre 160 sepolture, sparse per alcune aree della città: tra le più famose, la necropoli di via Marche, le tombe di via Umbria e di via Sardegna e la Tomba degli Atleti di via Francesco Crispi. I resti ritrovati in queste zone hanno rivelato la pratica di rituali funerari ben specifici risalenti all’epoca greco-romana: i corpi dei defunti venivano seppelliti in posizione fetale oppure cremati, ma sempre accompagnati da un corredo funerario costituito da utensili di vita quotidiana, gioielli e vivande che si riteneva potessero servire nella futura vita dopo la morte.

Oltre alle necropoli, il sottosuolo di Taranto è disseminato di ipogei che testimoniano una fase rupestre della Taranto medievale. Si tratta di abitazioni, magazzini ed ambienti produttivi ricavati nel banco calcarenitico. Nella città vecchia se ne trovano moltissimi, tra i quali il più famoso è l’Ipogeo de Beaumont – Bellacicco.

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Cosa mangiare a Taranto

Mangiare male in Puglia è praticamente impossibile e ci sono tante di quelle delizie gastronomiche che un mese non sarebbe sufficiente ad assaggiarle tutte. Vediamo quindi i piatti tipici da assaggiare assolutamente quando si visita la città.

Le cozze tarantine

La prima cosa da ordinare sono le cozze, il prodotto più rappresentativo della città. A renderle speciali è la peculiarità delle acque in cui vengono allevate, quelle del Mar Piccolo, caratterizzate dalla presenza di correnti di acqua dolce chiamate “citri”. Il loro fondersi con l’acqua salmastra crea le condizioni ideali per la coltivazione di questi mitili, che risultano così meno salatI e con un sapore caratteristico.

Potete mangiarle crude, gratinate, in impepata o come ingrediente di zuppe e paste. I cavatelli con le cozze sono un tradizionale piatto di questa città.

Le bombette pugliesi

Tipiche di tutto il territorio pugliese le bombette sono piccoli involtini di carne di maiale che, una volta addentati, “esplodono” in bocca. Le più classiche sono ripiene con prosciutto e formaggio ma ne esistono numerosissime varianti.

Insalata di polpo

Il pesce è uno degli alimenti fondamentali della cucina di questa città. Tra questi c’è il polpo, che preparato in insalata con un po’ di olio, sale e succo di limone rappresenta uno degli antipasti tipici tarantini. 

Le chiancaredde

Le orecchiette, a Taranto chiamate chiancaredde, sono una delle tipologie di pasta più diffuse in queste zone. Preparate con acqua e farina vengono ottenute con un esperto movimento del pollice che dona loro la tipica forma concava. Potete gustarle con il classico condimento alle cime di rapa, oppure con pomodoro e una grattugiata di cacioricotta.

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Se volete prepararle a casa, provate le Orecchiette al nero d’olive celline, la ricetta di Antonella Ricci

Taralli e friselle

La Puglia è terra di taralli e andare via da Taranto senza averli mangiati sarebbe un vero reato. Grandi, piccoli, all’olio d’oliva, alla cipolla, al finocchio, alla pizzaiola, alle rape e chi più ne ha più ne metta. 

Altra regina dell’aperitivo sono le friselle, da inumidire il giusto e condire con pomodoro, olio, sale ed eventualmente origano. 

Capocollo di Martina Franca

A pochi chilometri da Taranto c’è la città natale di un insaccato unico nel suo genere: il Capocollo di Martina Franca. Conosciuto e apprezzato sin dal XVIII secolo in tutto il Regno di Napoli è il salume più rappresentativo dell’antica arte norcina martinese. Prodotto artigianalmente con carne suina in un territorio fresco e ventilato, ricco di boschi di querce. Grazie al suo profumo intenso e il sapore delicato è uno dei salumi più apprezzati al mondo.

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Caciocavallo, provola, mozzarella e burrata

In questa zona non mancano poi i formaggi. Tipici di Taranto sono soprattutto quelli a pasta filata, come le mozzarelle, le provole, le burrate e il caciocavallo.

Blogger e web editor, laureata in Scienze Gastronomiche a Parma, con Master in Cultura del Cibo e del Vino a Venezia. Appassionata di eno-gastronomia e della cultura che rappresenta questo mondo.

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