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Tuttofood vetrina del tesoro italiano: il cibo, che vale 575 miliardi di euro

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Nel 2021 il cibo diventa la prima ricchezza dell’Italia per un valore di 575 miliardi di euro con un aumento del 7% rispetto all’anno precedente nonostante le difficoltà legate alla pandemia. A dirlo è la Coldiretti in occasione dell’inaugurazione di Tuttofood, la fiera internazionale in corso alla Fiera di Milano a Rho fino al 26 ottobre. Un’occasione per fare il punto sul futuro del patrimonio agroalimentare Made in Italy fra innovazione, sostenibilità e una maggiore attenzione alla salute del consumatore.

Dall’agricoltura alla ristorazione, il Made in Italy a tavola vale un quarto del Pil italiano

A contribuire al tesoro alimentare italiano è tutta la filiera che, nonostante la pandemia, ha dato prova di grande resilienza. Dall’agricoltura all’industria e arrivando fino alla grande distribuzione i vari player coinvolti non hanno mai fatto mancare la propria presenza al consumatore. E, da aprile di quest’anno, a seguito dell’allentamento delle restrizioni anti-contagio, anche la ristorazione sta recuperando terreno. Il risultato è che il Made in Italy a tavola vale oggi quasi un quarto del Pil nazionale e impiega, dal campo alla cucina, circa 4 milioni di lavoratori in 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila realtà della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio. «Una rete diffusa lungo tutto il territorio che – spiega la Coldiretti – viene quotidianamente rifornita dalle campagne italiane dove stalle, serre e aziende hanno continuato a produrre nonostante le difficoltà legate al Covid, garantendo le forniture di prodotti alimentari sulle tavole degli italiani».

Il futuro è nel biologico e nella protezione delle denominazioni

Ma l’intero settore del cibo non può accontentarsi. La sfida, infatti, è quella di crescere anche in futuro e non solo per effetto del rimbalzo dei consumi post-Covid. A muoversi per prima, quindi, è l’agricoltura che vede nel biologico lo strumento giusto per evolvere e aumentare il proprio valore. Ad oggi il primo settore italiano conta proprio nella produzione bio circa 80mila operatori. A tutto ciò si aggiungono le 316 specialità Dop, Igp e Stg, i 526 vini Dop e Igp, i 5.266 prodotti alimentari tradizionali che vanno assolutamente difesi (come dimostra il caso Prosek vs. Prosecco). Il Belpaese, inoltre, è il primo produttore Ue di riso, grano duro e vino e di molte verdure e ortaggi tipici della dieta mediterranea come pomodori, melanzane, carciofi, cicoria fresca, indivie, sedano e finocchi. E anche per quanto riguarda la frutta primeggia in molte produzioni importanti: dalle mele e pere fresche, dalle ciliegie alle uve da tavola, dai kiwi alle nocciole fino alle castagne.

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Le novità alimentari in vetrina a Tuttofood

Non a caso, Tuttofood è la vetrina ideale per mettere in risalto tutto ciò e molto di più. Dal formaggio molisano aromatizzato al Mojito al panettone fatto con cioccolato e ‘nduja, il tradizionale salame piccante calabrese. Dal gin a base di acqua di mare della Puglia alla pera crio essiccata dell’Emilia Romagna. Sono alcune delle novità pronte a rivoluzionare le tavole post Covid, mostrate dalla Coldiretti. Viene dal Friuli-Venezia Giulia, per esempio, la barretta della salute fatta con l’alga spirulina abbinata a semi di zucca, nocciole e miele. C’è poi la farina ottenuta dalla macinazione dei semi d’uva essiccati da usare in cucina, che consente anche di recuperare dei sottoprodotti vitivinicoli in un’ottica di sostenibilità ed economia circolare. Sa’ Pompia è invece l’agrume sardo tra i più rari al mondo base di un raro gin isolano, dal bergamasco arriva uno speciale liquore ottenuto dal latte d’asina, super food perfetto come digestivo 100% naturale. Una bomba di polifenoli è invece l’agribibita antiage prodotta nel Lazio, bevanda non alcolica a base di estratti di foglie di olivo bio con aggiunta di succo di melograno, limone e zucchero.

Fino al 26 ottobre i padiglioni della Fiera di Milano a Rho ospiteranno l'edizione 2021 di Tuttofood Tuttofood vetrina del tesoro italiano: il cibo, che vale 575 miliardi di euro

Fino al 26 ottobre i padiglioni della Fiera di Milano a Rho ospiteranno l’edizione 2021 di Tuttofood

Ha il cuore liquido di olio extravergine d’oliva il cioccolatino made in Puglia a forma di oliva verde, mentre la zucca è protagonista delle chips essiccate bio abruzzesi che, reidratate, diventano un ottimo condimento per risotto, pasta o zuppe. Per chi vuole prepararsi le salsicce “personalizzandole” con spezie e odori, arriva dalla Lombardia il kit fai da te con tanto di istruzioni, composto da carne trita di prima scelta, budello, sale e pepe tutto sottovuoto e spago. Nella confezione c’è anche il i patentino del maiale, con i dati di tracciabilità dell’animale per garantire la massima trasparenza. Puntano, infine, a rivoluzionare le abitudini della movida il sidro trentino, con antiche varietà di mele recuperate e accostate al luppolo e a essenze innovative o la birra di quinoa 100% italiana e bio.

Ettore Prandini: «Il Covid ha fatto emergere il valore strategico del cibo»

«L’emergenza globale provocata dal Covid ha fatto emergere una consapevolezza diffusa sul valore strategico rappresentato dal cibo e sulle necessarie garanzie di qualità e sicurezza», ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che l’Italia può contare su una risorsa da primato mondiale ma deve investire per superare le fragilità presenti, difendere la sovranità alimentare e ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali. «Per questo abbiamo elaborato e proposto – ha aggiunto Prandini – progetti concreti nel Pnrr per favorire l’autosufficienza alimentare e una decisa svolta verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale».

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