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Selene, rimasta sotto le macerie mentre era in attesa, il figlio Samuele sarebbe dovuto nascere oggi

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Ravanusa, Agrigento. Qui si è consumata una delle tragedie più terribili degli ultimi anni, a causa di una fuga di gas che ha distrutto quattro palazzine.

Selene Pagliarello
Selene Pagliarello/Facebook

Sabato 11 dicembre. Nessuno a Ravanusa, piccolo comune dell’Agrigentino, si sarebbe mai potuto aspettare quanto stava per accadere. Erano seduti tutti sul divano, quando il mondo attorno a loro è crollato. Letteralmente. Una fuga di gas ha causato una frana che ha fatto esplodere quattro palazzine, portando sotto le macerie degli appartamenti nove persone.

Il bilancio ammonta a 100 sfollati e 9 vittime. Tra queste nove vittime, vi erano Selene Pagliarello, infermiera, e il marito Giuseppe Carmina. Nelle macerie, con loro, vi era anche il figlio della coppia portato in grembo da Selene, che doveva nascere oggi. Selene aveva già programmato il parto cesareo con il quale avrebbe dovuto portare al mondo il figlio, che i due avevano già chiamato Samuele. Il bambino viene considerato la decima vittima di questa terribile tragedia.

Giovanni Picone, il sindaco di Campobello di Licata, il paesino a pochi chilometri da Ravanusa dove viveva la coppia, ha dichiarato che “Selene era la figlia di tutti: generosa, impegnata nel sociale, faceva servizio civile e volontariato“. Il sindaco ha inoltre ribadito il rapporto di vicinanza e amicizia che lega le due città, annunciando una giornata di lutto cittadino per il giorno dei funerali della coppia.

Giuseppe Merendino, il comandante dei vigili del fuoco di Agrigento, ha dichiarato che “sarebbero bastati solo cinque minuti e Selene si sarebbe salvata“. Merendino ha inoltre aggiunto il fatto che tutti speravano che sarebbe stata estratta viva dalle macerie, “fino all’ultimo momento“. Quando Selene è stata tirata fuori dalle macerie, la madre della donna, sopravvissuta alla tragedia, ha rotto il silenzio con un pianto disperato.

Ora, i familiari delle vittime e le autorità sono impegnati a comprendere le cause dello scoppio delle palazzine. Italgas, che si occupa della distribuzione di gas nel comune agrigentino, ha ricevuto precedentemente al disastro ben tre segnalazioni di fughe di gas a Ravanusa legate alle vie “Calabria, Galileo e San Francesco”. Le segnalazioni, a detta di Italgas, “sono state verificate, ampliando il controllo della rete alle vie limitrofe“. La società sta collaborando con le autorità per comprendere i motivi del terribile evento, mettendo in campo le tecnologie e le risorse disponibili al fine di supportare il territorio scosso da questa terribile vicenda.

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