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Scomparsa Marzia Capezzuti, trovato cadavere in un casolare a Pontecagnano: test Dna della Procura. “Ridotta in schiavitù” – Il Riformista

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La 29enne milanese e il macabro ritrovamento dopo mesi

Giovanni Pisano — 25 Ottobre 2022

Scomparsa Marzia Capezzuti, trovato cadavere in un casolare a Pontecagnano: test Dna della Procura. “Ridotta in schiavitù”

Il corpo in avanzato stato di decomposizione di una donna è stato ritrovato dai carabinieri nel pomeriggio di martedì 25 ottobre in un casolare tra Pontecagnano Faiano e Montecorvino Pugliano, comuni in provincia di Salerno. Sarà il test del Dna a stabilire se si tratta del cadavere di Marzia Capezzuti, la 29enne originaria di Milano, scomparsa in quelle zone il 7 marzo 2022, il giorno prima del suo compleanno. Già dal giugno del 2021 la giovane ragazza aveva interrotto i rapporti con i genitori che vivono in Lombardia.

Lei da anni si era trasferita in provincia di Salerno dalla famiglia del compagno, Alessandro, morto nel 2019 in circostanze poco chiare. Anche dopo il decesso del compagno, la 29enne è rimasta a Pontecagnano in casa con la cognata.

Sulla vicenda la procura di Salerno, che indaga per omicidio e occultamento di cadavere, mantiene il più stretto riserbo. Ad oggi sono cinque le persone iscritte nel registro degli indagati, tra cui alcuni parenti (compresa la sorella) del fidanzato defunto.

Della scomparsa di Marzia Capezzuti se ne sono occupate diverse trasmissioni televisive, tra cui “Chi l’ha visto?”. Secondo le ipotesi d’accusa, Marzia sarebbe stata ospitata in casa dai parenti di Alessandro che l’avrebbero poi trattenuta con la forza e ridotta in schiavitù.

Marzia dopo la scomparsa del compagno, aveva iniziato una nuova relazione e i genitori hanno riferito di aver saputo che la ragazza era incinta. Circostanze queste tutta da confermare.

Secondo le testimonianze raccolte dalla trasmissione condotta da Federica Sciarelli, la 29enne sarebbe stata vittima di percosse, abusi e privazioni. “La scassavano di mazzate” ha raccontato un testimone anonimo a “Chi l’ha visto?”, che ha poi aggiunto il racconto di un’altra persona che aveva parlato con la stessa Capezzuti: “Mi ha detto che le mettevano la testa nel gabinetto e tiravano lo sciacquone, le facevano i filmini, la facevano prostituire, le tiravano i denti con la pinza, con la tenaglia”.

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Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.

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