cucina

Salame Felino IGP: nel 2021 crescono produzione e fatturato al consumo

salame-felino-igp:-nel-2021-crescono-produzione-e-fatturato-al-consumo
http://www.informacibo.it/

Continua il boom del preaffettato (+4,5%) e la GDO si conferma il principale canale di commercializzazione

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 10/03/2022

Numeri in crescita, a volume come a valore, nel 2021 per il comparto del Salame Felino IGP, che, nel territorio della Food Valley parmense raggruppa 14 aziende e dà impiego a circa 500 addetti, tra lavoratori diretti e dell’indotto. Secondo i dati forniti da ECEPA – Ente Certificazione Prodotti Agro-alimentari, crescono del 7,9% su base annua i kg di carne fresca suina destinati alla filiera, mentre aumenta del 4,7% il prodotto etichettato, che si attesta sui 3,66 milioni di kg. A valore, la produzione di Salame Felino IGP sfiora i 30 milioni di euro. Il fatturato al consumo è stato di 80 milioni di euro, pari a un +6,7% rispetto al 2020.

La GDO si conferma il principale canale di commercializzazione. Buone le performance fatte registrare dal libero servizio, con il Salame Felino IGP acquistato intero o in tranci. Significativa la crescita del segmento del preaffettato: al 31 dicembre 2021, i kg di Salame Felino IGP destinati all’affettamento sono stati oltre 596.000. L’incremento a volume rispetto al 2020 è pari al 4,5%. Si tratta di una tendenza di lungo periodo: il fenomeno ha semplicemente subito un’accelerazione negli ultimi due anni, come conseguenza dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Già nel 2020, rispetto al 2019, le vendite a volume di Salame Felino IGP preaffettato erano infatti cresciute dell’8,4%. Come spiega Umberto Boschi, Presidente del Consorzio di Tutela del Salame Felino IGP, «Quello del preaffettato è un risultato importante, direi quasi sorprendente nella misura. Dobbiamo infatti considerare che il 2021 ha visto la ripartenza del canale horeca che per il nostro comparto è importante: questo avrebbe potuto penalizzare le vendite in GDO, a libero servizio. Così non è stato. Sono convinto che la serie positiva del Salame Felino IGP preaffettato sia destinata a proseguire anche nel prossimo futuro. Per il consumatore, infatti, la vaschetta ha un elevato contenuto di servizio: velocizza le operazioni di acquisto, preserva le qualità organolettiche del nostro prodotto, è garanzia di sicurezza alimentare, evita gli sprechi ed è perfetta per il consumo fuoricasa».

Per quanto riguarda i mercati esteri, sono 177.000 i kg di prodotto etichettato destinati all’export, che rappresenta quindi circa il 5% del giro di affari del Salame Felino IGP. Un risultato influenzato dall’emergenza sanitaria da Covid-19, che ha complicato gli scambi commerciali tra Paesi. L’area UE rimane il principale mercato di destinazione del Salame Felino IGP, con un’incidenza superiore all’80% delle esportazioni di prodotto.

«Considerate le premesse difficili, possiamo essere soddisfatti dell’andamento del comparto del Salame Felino IGP nel 2021 – afferma il Presidente del Consorzio di Tutela Umberto Boschi. Per il 2022, l’obiettivo è dare continuità a questa crescita. Il principale motivo di ottimismo è rappresentato dall’evoluzione della situazione sanitaria, in virtù dei progressi della campagna vaccinale. Secondo un recente studio di TradeLab, società di consulenza e analisi, dopo che il 2021 ha visto una crescita del fuori casa pari al 22% sul 2020, il 2022 dovrebbe segnare un ritorno ai livelli pre-pandemia, nell’ordine di 85 miliardi di euro. Con gli scambi commerciali tra Paesi avviati a una maggiore semplicità, confidiamo anche in una ripresa significativa dell’export: un fronte importante per tutte le aziende del comparto del Salame Felino IGP. Sul piano della comunicazione, il Consorzio di Tutela del Salame Felino IGP tornerà a partecipare a manifestazioni fieristiche, a cominciare da Cibus, ed eventi: l’obiettivo è promuovere la cultura di prodotto dialogando sia con operatori b2b sia con foodie e potenziali consumatori».

La criticità maggiore è costituita dalla crescita dei costi. Come spiega il Presidente Boschi, «Questa dinamica è legata a vari fattori. Uno è rappresentato dal mercato dei suini e delle carni nazionali: temiamo rincari significativi, sia perché cresce la domanda sia come riflesso di altri costi, come ad esempio le alte quotazioni dei mangimi. Altri fattori interessano tutto il mondo agroalimentare italiano: aumentano, e in doppia cifra, i costi di filiera, da quelli legati al consumo di energia al packaging, per arrivare ai trasporti. Tutti questi aumenti incidono sulla marginalità delle aziende che producono Salame Felino IGP».

Condividi L’Articolo

L’Autore

http://www.informacibo.it/

Leave a Reply