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Robert ucciso a 17 anni per una ragazza contesa, lo sfogo del fratello: “I killer sono due, svegliatevi”

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“Lo Stato deve darsi una mossa” perché “non è solo Alì il killer, è anche il fratello, lo Stato deve svegliarsi”. E’ l’appello lanciato da Christian Trajkovic, fratello maggiore di Robert, il giovane di 17 anni ucciso per una ragazza contesa nella notte dell’8 gennaio scorso in un ostello di Trieste. Intervistato da TeleQuattro, il giovane ha invitato gli investigatori a fare approfondimenti anche sul ruolo che avrebbero avuto nella vicenda gli amici di Alì e del fratello.

Intanto verrà affidato giovedì 13 gennaio l’incarico per l’autopsia sul cadavere di Robert, il 17enne italiano, di origini serbe, strangolato nell’ostello di via Rittmeyer a Trieste. Lo ha comunicato il procuratore capo di Trieste, Antonio De Nicolo, precisando che il magistrato assegnatario del procedimento, Lucia Baldovin, “chiederà in data odierna al giudice per le indagini preliminari la convalida del fermo, cui è stato sottoposto il giovane confesso autore dell’omicidio, e ne chiederà la sottoposizione alla custodia cautelare in carcere”.

Si tratta di Alì, un 21enne straniero di origini marocchine (madre) e libanesi (padre), cui è stato contestato il reato di omicidio volontario, che avrebbe agito spinto da ragioni passionali: la sua ex ragazza pare avesse iniziato da pochi giorni una relazione con la vittima. La giovane, al momento, non è stata ancora ascoltata dagli investigatori. I carabinieri non hanno conferme, al momento, della presenza, assieme al 21enne fermato, di un’altra persona, eventualità cui ha fatto riferimento il padre e il fratello del giovane assassinato.

Il sindaco: “Basta accoglienza incondizionata, 4 morti in dieci giorni”

Intanto, dopo i tragici fatti di sangue che hanno caratterizzato gli ultimi giorni, il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha chiesto lo stop all’accoglienza diffusa di stranieri. “Non accogliere – ha detto Dipiazza parlando con LaPresse – in maniera incondizionata, buongiorno e benvenuti, fate quello che volete. Prendiamo tutti, e vediamo i risultati. Noi accogliamo tutti, li mettiamo in albergo, dopo vediamo cos’è successo nelle ultime settimane: un serbo, un marocchino, pachistani. Il risultato: in dieci giorni quattro morti“.

Il sindaco ha quindi affermato: “Il papà” del 17enne ucciso “che mi racconta che” il presunto omicida “gli ha detto di non aver fatto niente a suo figlio e la sera prima l’avrebbe ammazzato”. “Accogliamo tutti, e io sono sempre stato contrario all’accoglienza diffusa, ma quando i nostri emigravano in Australia o negli Stati Uniti venivano controllati. Cominciamo a ragionare – ha aggiunto Dipiazza – e si badi bene, io non sono un razzista, che sia chiaro: dopo vent’anni da sindaco ho ancora la fedina pedale pulita“.

L’articolo Robert ucciso a 17 anni per una ragazza contesa, lo sfogo del fratello: “I killer sono due, svegliatevi” proviene da Il Riformista.

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