L’incubo di una nuova Chernobyl non è così remoto. Anche il nostro Paese potrebbe pagare conseguenze pesantissime.

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Ansa

Oltre alle preoccupazioni per i profughi in fuga dall’Ucraina, c’è un pensiero che affligge tutta l’Europa: il rischio di una nuova Chernobyl. Rischio che non è poi così remoto visto il recente attacco russo alla centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia. Per il momento non è stata registrata per il  alcuna fuga radioattiva ma le operazioni militari tutt’ora in corso potrebbero mettere a rischio la sicurezza di questa enorme centrale nucleare. La centrale nucleare di Zaporizhzhia è localizzata nel Sud dell’Ucraina e rappresenta il più grande impianto per la produzione di energia in Europa con i suoi 6 reattori di vecchia generazione. Nelle primissime ore di venerdì 4 marzo, l’impianto, circondato dalle truppe russe, è stato al centro di pesanti scontri e bombardamenti. Un edificio è stato colpito e ci sono state diverse esplosioni, facendo temere il peggio. E grande dieci volte quella di Chernobyl. Se scoppiasse i danni che produrrebbe sarebbero di una portata devastante. Infatti il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba ha asserito: “Il rischio è che si verifichi una catastrofe dieci volte più grande dell’incidente di Chernobyl del 1986”.

E l’Italia è uno dei paesi più a rischio a causa delle condizioni meteo previste per i prossimi giorni. Infatti nel corso della prossima settimana un poderoso anticiclone si allungherà  dall’Atlantico fino a raggiungere la penisola Scandinava saldandosi di fatto con l’alta pressione russo-siberiana. Ecco quindi che un flusso gelido inizierà a fluire come un vero e proprio “fiume d’aria”lungo il bordo orientale attraversando i cieli  dell’Ucraina, e spingendosi poi verso il cuore dell’Europa. Pertanto queste masse gelide, prima di raggiungere il nostro Paese, sono destinate transitare anche per l’Ucraina, proprio nei luoghi dove è situata la centrale nucleare di Zaporizhzhia. Ciò che maggirmente preoccupa gli esperti in queste ore è che, in caso di esplosione della centrale ucraina e anche di parziale fuga radioattiva, la nube potrebbe estendersi fino a raggiungere  l’Italia, favorita proprio da queste correnti in arrivo. Il ché esporrebbe milioni di persone al rischio di radiazioni con conseguenze imprevedibili.