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Pandoro: il migliore acquisto al super secondo Altroconsumo costa 3,79 €

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Facciamo entrare i due titani della pasticceria italiana, gli indiscussi imperatori del Natale, ecco a voi il pandoro migliore tra i migliori e l’irresistibile panettone. 

Quel capolavoro di gusto e morbidezza che è il panettone ci scuserà se per una volta gli preferiamo il rivale.

Perché in questi giorni numerosi italiani si aggirano confusi tra gli scaffali dei supermercati cercando di capire in una schiera indicibile di proposte quale pandoro è migliore degli altri

Ma soprattutto perché Altroconsumo, la più partecipata associazione di consumatori in Italia, ha sottoposto a minuzioso test 8 note marche acquistate nella grande distribuzione e pubblicato la classifica del migliore pandoro 2021 da comprare al supermercato (qui c’è la stessa classifica di Altroconsumo ma del 2020).

L’associazione lo ha fatto anche per il migliore panettone 2021 in vendita al supermercato, ma di questo abbiamo già parlato. 

Dopo la prima parte dedicata alle analisi di laboratorio, Altroconsumo è ricorsa per la prova d’assaggio a una panel di esperti degustatori. Che hanno valutato aspetto, profumo e sapore dei pandori, sia interi che tagliati. 

Il pandoro migliore del 2021: la classifica

Altroconsumo definisce i pandori che occupano le prime 3 posizioni di “qualità ottima”. Compreso il secondo classificato, il pandoro Le grazie di Esselunga, che costa solo 3,79 €.

Viene smentita ancora una volta la teoria secondo cui al prezzo più alto corrisponde il pandoro migliore del supermercato dal punto di vista della qualità. 

Tre Marie Il Magnifico pandoro migliore 2021 per Altroconsumo
Pandoro Tre Marie Il Magnifico

1. Tre Marie Il Magnifico Pandoro

  • Il panettone migliore della sfida con 73 punti appartiene alla nota insegna milanese che ha invece ottenuto un modesto risultato nella classifica del panettone di Altroconsumo. Prezzo 11,73 € a confezione. 

2. Esselunga Le Grazie Pandoro – Ricetta Classica

  • Raggiunge 72 punti, si aggiudica il bollino di “migliore acquisto” per il rapporto qualità-prezzo. Prezzo medio 3,79 €. 

3. Pandoro Maina

  • 70 punti, prezzo 6,16 €.

Da qui in poi Altroconsumo parla di “qualità buona” dei dolci natalizi.

4. Pandoro Melegatti

  • 68 punti, prezzo medio 4,80 € 

5. Pandoro Motta 

  • 66 punti, prezzo medio 5,22 €

6. Pandoro Bauli 

  • Distante dal vertice della classifica del pandoro migliore, con 65 punti, Bauli, la nota marca di Verona. Prezzo medio 6,35 euro.

Gli ultimi due pandori in classifica sono secondo Altroconsumo di “qualità media”.

7. Borsari Pandoro Classico, il pandoro veneto

  • Colleziona soltanto 58 punti nonostante il prezzo di 14,55 € uno dei pandori accreditato di buona qualità.

8. Balocco il pandoro

  • 58 punti, prezzo 3,62 €.

Come si mangia: il pandoro farcito 

Il pandoro migliore è noto per l’inconfondibile sapore di burro e vaniglia, ma anche per la speciale morbidezza della pasta ottenuta grazie a una minuta e uniforme alveolatura. Quando è ben fatto, gustarlo appena scaldato è una delizia. 

Anche se negli ultimi anni si è affermato un modo diverso di mangiarlo: il pandoro farcito.

Tagliato a fette orizzontali a forma di stelle, il pandoro viene riempito di mascarpone e Nutella, di crema pasticceria o di tiramisù. Poi lo si ricostruisce con l’aiuto di una pentola a bordi alti per far solidificare il ripieno. Infine si tira fuori il pandoro farcito per servirlo a fette.

Il migliore pandoro artigianale è una tendenza

Pandoro artigianale Achille Caffè
Il pandoro artigianale di Achille Caffè

Non di solo pandoro del supermercato si vive a Natale. 

Anzi, se prima il dominio del panettone aveva relegato il pandoro in un angolo, dal 2017 la produzione artigianale del dolce che ricorda un tronco di cono coinvolge schiere di pasticcieri e artigiani.

Oggi il pandoro, nella sua versione migliore, non è più figlio di un dio minore. Al pandoro d’autore si dedicano i nomi più in vista della scena pasticceria. Vincenzo Tiri, Iginio Massari, Renato Bosco, hanno tutti aggiunto al panettone la loro interpretazione del dolce natalizio.

Ci sono pure gli effetti collaterali della popolarità come la “Pandopizza”, la pizza a forma di pandoro

Il Pandoro Bauli

Nel 1937, con il discreto gruzzolo che aveva messo da parte, Ruggero Bauli era tornato a Verona e in un piccolo laboratorio aveva cominciato a produrre il pandoro. Molto sicuro di sé, era solito dire in dialetto veneto: “Chi ha inventato il pandoro non lo so, ma il pandoro Bauli, cioè il migliore, l’ho inventato io“.

Negli anni 50 Ruggero Bauli da artigiano divenne industriale e ora l’azienda che porta il suo nome, grazie al lavoro del figlio Alberto Bauli, scomparso di recente, è una delle più grandi del settore.

Differenze tra pandoro e panettone

panettone o pandoro
Scontro tra titani della pasticceria italiana, panettone contro pandoro

Come in ogni scontro mitico è d’obbligo, se non addirittura di rito, una dettagliata presentazione dei due contendenti.

Sia per il pandoro che per il panettone, la ricetta moderna si può far risalire all’ottocento, ma il debutto industriale si può datare ai primi del novecento. È allora che a Verona, dove già operava con successo la pasticceria Paluani, Domenico Melegatti ottiene la “privativa industriale” per il suo “pandoro (dolce migliore)”.

Intorno agli stessi anni, a Milano, il giovane Angelo Motta riesce a trasformare il panettone da basso e sodo in un dolce alto e torreggiante, a cappello di cuoco. Fa tutto così bene che dal 1948 al 1967 la Motta vede crescere il suo fatturato da 3 a 47 miliardi di lire.

Il panettone, fatto di farina, uova fresche, zucchero, burro (non meno del 16%), uvetta e canditi, ha una forma che ricorda un battistero, è soffice ma anche compatto. Il colore è deciso, caratteristico del tuorlo d’uovo. Il dolce, milanese di nascita, ha saputo mantenere la sua tradizionale composizione nonostante le innovazioni commerciali degli ultimi anni.

Numerosi sono stati i tentativi di modificarne la fisionomia con farcitura interna di crema pasticciera, sostituzione dell’uvetta con scagliette di cioccolato o con la glassatura della cupola. Niente da fare, l’80% dei panettoni che arrivano sulla tavola Natale è di tipo classico. Qui trovate i migliori panettoni classici e d’autore del 2021.  

Il panettone e il pandoro migliore: come sono fatti

Il panettone, per la sua particolare lavorazione, è uno dei prodotti dolciari più complessi da preparare, in quanto richiede successive lavorazioni. Dopo la prima lievitazione di un impasto di farina, burro e zucchero, che viene lasciato riposare per almeno 10 ore a 25 °C, si aggiungono gli altri ingredienti: uova, uvetta, cubetti di cedro e/o di arancio canditi, latte, malto, sale e aromi.

Si lascia poi riposare l’impasto ben amalgamato. Quando è pronto per la cottura se ne depone una giusta quantità in uno stampo di carta, chiamato “Pirottino“. Il contenitore serve a guidare la lievitazione per ottenere a cottura ultimata un panettone dalla caratteristica forma cilindrica a cappello di cuoco.

Anche il pandoro è un dolce a lievitazione naturale tipico del Nord Italia, di origine veronese. Ha una caratteristica forma a tronco di cono con grandi costole che, in sezione trasversale, sono disposte secondo il profilo di una stella a otto punte. 

La preparazione del pandoro migliore non è meno laboriosa di quella del panettone, anche se il numero degli ingredienti è minore: farina, uova fresche, zucchero e burro (non meno del 20%).

Si inizia con la lenta lievitazione di un impasto di farina, acqua e zucchero, al quale vengono successivamente aggiunti, rosso d’uovo, burro e buccia di limone in quantità tali da conferire colore, sapore, aroma e particolari proprietà all’impasto. Che a cottura ultimata risulterà di una sofficità sorprendente.

Per effetto del calore, infatti, si libera l’anidride carbonica prodotta durante la lievitazione che, grazie alla composizione dell’impasto e alla quantità degli ingredienti, viene intrappolata in forma di minuscole bollicine dalla coagulazione delle proteine del glutine della farina.

Origina così, nel pandoro migliore, quella minuscola e uniforme alveolatura che conferisce alla pasta, a cottura ultimata, una inconfondibile sofficità.

Una volta che con il raffreddamento si è consolidata la struttura, lo stampo viene rivoltato per liberare il “tronco di cono stellato“ che viene quindi cosparso di zucchero a velo per acquisire il caratteristico aspetto di una cima alpina innevata. 

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