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Meno pubblicità e più libertà di parola: così Elon Musk vuole cambiare Twitter

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Veni, vidi, vici. Un’operazione lampo quella che ha permesso, in poco più di 11 giorni, a Elon Musk di acquistare Twitter per 44 miliardi di dollari. Aggiungendo così un’altra sfida al suo già ricco e stellare match con Jeff Bezos (proprietario del Washington Post): quello dell’informazione e della libertà di parola. Che in Twitter, al momento, è  limitata, come ha più volte sottolineato Musk in alcuni suoi tweet e anche nella sua offerta ufficiale di acquisto.

Da qui l’idea di iniziare, concludere e giustificare la trattativa. “La libertà di parola è il fondamento di una democrazia funzionante e Twitter è la piazza cittadina digitale in cui si dibattono questioni vitali per il futuro dell’umanità”, ha affermato Musk nel comunicato stampa ufficiale rilasciato ieri da Twitter al termine della seduta di Borsa. Chiusa, peraltro, in rialzo di quasi il 6%. “Spero che anche i miei peggiori critici rimangano su Twitter, perché questo è ciò che significa libertà di parola”, ha poi sottolineato anche sul suo profilo l’uomo più ricco al mondo.

I hope that even my worst critics remain on Twitter, because that is what free speech means

— Elon Musk (@elonmusk) April 25, 2022

Elon Musk compra Twitter: i dettagli dell’operazione

L’operazione costerà a Elon Musk circa 44 miliardi di dollari, pari a 54,20 dollari per azione, equivalente a un premio del 38% rispetto al prezzo di chiusura delle azioni Twitter al 1°aprile, che è stata l’ultima seduta di Borsa prima che il ceo di Tesla rivelasse la sua partecipazione del 9,2% (su questa tempistica, tra l’altro, alcuni azionisti della piattaforma hanno intentato una class action all’imprenditore americano).

Approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione di Twitter (che si avvierà così al desting), l’operazione dovrebbe concludersi nel 2022, e prevede un esborso indiretto. Per finalizzare l’operazione, Elon Musk si è infatti assicurato un prestito di 25,5 miliardi di dollari (è Morgan Stanley il principale consulente finanziario di Musk), e ha messo in pegno circa 21 miliardi di azioni Tesla. Si tratta di una partecipazione di poco inferiore al 10%, dato che secondo Forbes ha in possesso circa 230 miliardi di dollari azioni).

Le reazioni in casa Twitter

Se Bret Taylor, presidente del consiglio indipendente di Twitter, ha definito il passaggio a Elon Musk “il miglior percorso per gli azionisti di Twitter” – i quali adesso dovranno vendere le loro azioni al nuovo numero uno della società – Jack Dorsey, già ceo, fondatore e azionista della società, si è mostrato ancora più entusiasta. “L’idea e il servizio sono tutto ciò che conta per me e farò tutto il necessario per proteggere entrambi. Twitter come azienda è sempre stato il mio unico pensiero e il mio più grande rimpianto. È stato di proprietà di Wall Street e del modello pubblicitario. Riprenderlo da Wall Street è il primo passo corretto”, ha scritto Dorsey, che ha anche aggiunto. “In linea di principio, non credo che nessuno dovrebbe possedere o gestire Twitter. Perché si presta a essere un bene pubblico, non un’azienda…tuttavia, Elon è l’unica soluzione di cui mi fido. Confido nella sua missione di estendere la luce della coscienza”.

The idea and service is all that matters to me, and I will do whatever it takes to protect both. Twitter as a company has always been my sole issue and my biggest regret. It has been owned by Wall Street and the ad model. Taking it back from Wall Street is the correct first step.

— jack⚡

(@jack) April 26, 2022

Da qui l’ennesimo tweet: “Sono così felice che Twitter continuerà a servire la conversazione pubblica. In giro per il mondo e tra le stelle”. Un chiaro riferimento al lavoro spaziale che Elon Musk sta facendo con SpaceX.

I’m so happy Twitter will continue to serve the public conversation. Around the world, and into the stars!

— jack⚡

(@jack) April 26, 2022

Cosa farà Elon Musk con Twitter?

Dal punto di vista del management, anche se Jack Dorsey ha strizzato l’occhio a un possibile binomio composto da Elon Musk e Parag Agrawal, attuale ceo di Twitter, dato che entrambi hanno lo stesso obiettivo di rendere Twitter “una piattaforma affidabile e ampiamente inclusiva”, tuttavia è molto probabile che Agrawal lascerà al termine di questo periodo di transizione, secondo Forbes. Così come altri dipendenti della società, anche se la stessa Twitter avrebbe assicurato, “almeno per il momento”, che non ci saranno licenziamenti.

Elon’s goal of creating a platform that is “maximally trusted and broadly inclusive” is the right one. This is also @paraga’s goal, and why I chose him. Thank you both for getting the company out of an impossible situation. This is the right path…I believe it with all my heart.

— jack⚡

(@jack) April 26, 2022

Oltre alla maggior tutela della libertà di parola, è lo stesso Musk a dare qualche altra e importante indicazione in termini di novità. “Voglio rendere Twitter migliore, con nuove funzionalità (una di queste dovrebbe essere la possibilità di modificare un post), rendendo gli algoritmi open source per aumentare la fiducia, sconfiggendo i bot spam e autenticando tutti gli esseri umani. Twitter ha un enorme potenziale: non vedo l’ora di lavorare con l’azienda e la comunità di utenti per sbloccarlo”.

Obiettivi precisi che spingono verso un altro punto fondamentale: quello di ridurre gli annunci pubblicitari. Lo stesso Musk, infatti, in un’intervista a TED Talk, ha dichiarato non gli importava affatto della parte commerciale di Twitter. Ma, al contrario, era affascinato dalla sua forza culturale di attrarre presidenti e celebrità. Non è un caso, infatti, se negli anni Twitter è riuscito a più riprese a scalvare i giornali e a diventare il contatto diretto tra pubblico e politico o tra fan e idolo. Un organo di informazione che, adesso, però dovrà riuscire a superare la grande ombra del suo proprietario.

L’articolo Meno pubblicità e più libertà di parola: così Elon Musk vuole cambiare Twitter è tratto da Forbes Italia.

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