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Le antiche patate Walser della Val Formazza raccontate da Dario Piumarta, coltivatore custode

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Alla scoperta delle patate della Val Formazza, frutto di un lavoro lungo anni di recupero di antiche cultivar autoctone e tradizioni Walser

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 08/03/2022

Conoscete le patate tradizionali della Val Formazza e le varietà antiche tramandate dalla popolazione Walser? In Val Formazza ora è possibile scoprirle, grazie a un gruppo di coltivatori-custodi e della tenacia di un agricoltore-sognatore Dario Piumarta, che oggi le antiche patate Walser di montagna sono state recuperate nelle loro varietà tradizionali e tornate ad essere coltivate nel territorio.

Era da solo Piumarta, che nella vita è anche casaro e maestro di sci, quando cominciò diversi anni fa a raccogliere, mappare, informarsi, sulla tradizione walser della coltivazione delle patate. Un sogno che è andato lontano e che è diventato identità. Ora, si è costituito un gruppo che raccoglie una decina di custodi coltivatori, che coltiva e tutela diverse cultivar di patate autoctone.

Ecco la sua storia

Hapfla Frütt

hapfla frutt

Ci troviamo a Formazza, nel quartier generale di Dario Piumarta Hapfla Frütt, il nome dato al suo progetto di recupero delle patate di Formazza. 

Scopriamo così che la tradizione della coltivazione delle patate si trasmette di generazione in generazione in Val Formazza. Per secoli prodotto cardine dell’alimentazione walser e locale, accanto alla segale e al grano saraceno, che oggi si riesce a coltivare anche in quota.. Oggi è protagonista di un progetto per la sua valorizzazione e il recuperon le rispetto di ambiente e antichi lavori.

Lo stesso Dario coltiva le sue patate in spazi spesso dislocati e raggiungibili tramite sentieri, in quota: un’agricoltura difficile dove la persona e il suo lavoro fanno la differenza, qui non possono arrivare macchine o tecnologie industriali. E per fortuna, aggiungiamo noi in questo caso.

Il progetto Pomatt!

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Si tratta del progetto Pomatt! Pratiche di resilienza per la valorizzazione dell’agro-biodiversità e la promozione dell’economia locale in Val Formazza promosso dal Comune di Formazza in collaborazione con l’istituto Oikos e finanziata dalla Fondazione Cariplo.

L’obiettivo è recuperare le antiche varietà di patate walser e formazzine arrivate a oggi grazie all’impegno dei popoli walser di tramandare la semenza originale di anno in anno e dei coltivatori custodi che hanno mantenuto vivo questo frutto della terra. 

Il progetto consiste nella ricerca di varietà antiche e tradizionali, recupero di terreni in alta quota (le coltivazioni di quester patate sono tutte in terreni tra i mille e i 1700 metri di altezza). , lavorazioni manuali nel pieno rispetto dell0ambiente umano e agricolo. Al centro della produzione, il legame tra la qualità dei prodotti agricoli, gli antichi saperi contadini e la salvaguardia del paesaggio

L’università di Firenze ha collaborato con un lavoro di “pulizia” da virus e batteri, riconsegnando tuberi sani per la riproduzione delle tre varietà tipiche.

Le patate della Val Formazza

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Delle 16 varietà attualmente in produzione, Hapfla Frutt coltiva 11 varietà tradizionali delle colonie walser: la Formazza, la Occhi Rossi e la Walser. Ciascuna con caratteristiche speciali.

Queste tre varietà hanno ottenuto la De.Co, la denominazione comunale.

La patata di tippo a Formazza ha una buccia rossa ed è perfetta per preparare gli gnocchi; la Walser ha buccia gialla e viene accoppiata ad arrosti o insalate; la Occhi Rossi, di pasta gialla, è perfetta per fritture o per gli gnocchi,

Queste varietà si possono gustare anche in alcuni ristoranti locali, perché nel sogno di Dario e degli altri custodi, c’è creare una filiera corta e sostenibile dove anche la ristorazione svolga un ruolo importante per rappresentare il proprio territorio.

Ah, ovviamente, le potete anche acquistare! 

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