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La centrale a carbone più inquinante d’Europa chiuderà nel 2036

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Le autorità polacche hanno stabilito una data per fermare l’impianto di Belchatow, che produce il 20% dell’energia elettrica nazionale

La centrale di Belchatow in Polonia (Wikipedia)
La centrale di Belchatow in Polonia (Wikipedia)

L’obiettivo è di chiudere la centrale elettrica a carbone di Belchatow, la più inquinante d’Europa, nel 2036. Lo hanno annunciato le autorità polacche della regione di Lodz, dove è situata la centrale, presentando il piano per accedere ai fondi europei per la transizione ecologica. Secondo quanto previsto dalla legge polacca, l’impianto sarebbe potuto restare in funzione fino al 2049. Tuttavia, l’azienda statale dell’energia che gestisce centrali e miniere, Pge, ha deciso di abbandonare lo sviluppo di una nuova miniera per alimentare la centrale, ritenendolo troppo costoso.

La Polonia ospita il maggior numero di miniere di carbone in Europa, dopo la Germania, e ricava l’80% del suo fabbisogno energetico nazionale dalle centrali a carbone. Di recente governo, industria e parti sociali hanno indicato il 2049 come anno di uscita dalla dipendenza da carbone per l’energia elettrica. Tuttavia, sotto la crescente pressione dell’Unione europea e a seguito dell’aumento dei costi relativi alle emissioni di CO2 e alla riduzione dei finanziamenti ai combustibili fossili, la Pge e il governo polacco stanno incominciando a valutare strade alternative e a più basso impatto climatico.

La centrale di Belchatow produce il 20% dell’energia elettrica nazionale e circa 38 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno. All’incirca la stessa quantità prodotta da tutta la Nuova Zelanda nello stesso arco temporale, sottolinea lo studio legale per l’azione climatica Client Earth che ha avviato numerose azioni giudiziarie contro l’impianto di Belchatow. La sua chiusura è quindi una componente fondamentale per la transizione energetica polacca e per raggiungere l’obiettivo di emissioni zero entro il 2050 in tutta Europa.

L’amministratore delegato di Pge, Wojciech Dąbrowski, che fino a pochi mesi fa stava lavorando alla costruzione di una nuova miniera di carbone a cielo aperto, ha definito simbolica la chiusura dell’impianto di Belchatow. “Programmare le date di spegnimento della centrale e abbandonare il piano di sfruttamento del deposito di carbone di Zloczew – ha detto in un comunicato riportato dal sito del Nasdaqsono azioni di fondamentale importanza per pianificare il futuro dei dipendenti e degli abitanti della regione. Inoltre, sono anche simboliche perché il successo di questo progetto determinerà il successo della transizione energetica polacca”.

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