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IL “LINGUAGGIO DEL VINO” DI FRANCESCO ANNIBALI

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La lingua del vino suscita, non solo in chi la utilizza, interrogativi radicali, e perciò richiede una decisiva ed ampia opera di chiarimento del proprio funzionamento. Il linguaggio della degustazione è un qualcosa di privato o è un processo di significazione pubblico? In che senso un vino profuma di ciliegia? Quando il termine “ciliegia” viene utilizzato in degustazione  possiede lo stesso significato che possiede nel linguaggio ordinario, oppure viene sottoposto ad impliciti slittamenti e riformulazioni?  Il linguaggio della degustazione è insomma una semplice porzione del linguaggio ordinario, o è qualcosa di diverso? Non solo: cosa ci raccontano le etichette, le retro- etichette e tutte le altre forme di comunicazione messe in atto dal mondo della produzione? Cosa significano e lasciano intendere termini ampiamente utilizzati come “minerale”, “naturale”, “terroir”? Come si possono distinguere e riconoscere i linguaggi informativi, emozionali, ideologici, politici, culturali, estetici che il vino incessantemente produce?

Per rispondere a queste domande Francesco Annibali nel libro il Linguaggio del vino adotta gli strumenti della semiotica.

Da un punto di vista semiotico un bicchiere di vino è un testo, alla pari dell’undicesimo canto dell’Inferno, dell’inno del Liverpool e della pubblicità della Nutella: un testo che produce ulteriori testi di natura informativa, ideologica, estetica, politica, emozionale; il degustatore è un detective che produce inferenze fallibili; ed è il linguaggio a fondare la percezione, e non il contrario: aspetto contro intuitivo, ma è il motivo per  cui chi non sa nulla di vino, ovvero non possiede una minima porzione di enciclopedia del vino, non trova nulla dentro ad un bicchiere.

Questo non vuole dire che di ogni vino si possa dire quel che si vuole: nel vino ci sono un numero ampio ma definito di indizi che il nostro linguaggio può interpretare, le interpretazioni sono sempre perimetrate dalla comunità dei parlanti, e al di fuori di esse ci sono gli usi. “Il linguaggio del vino” è il primo testo, non solo in lingua italiana, che analizza in maniera rigorosa ma leggera i processi di significazione della più grande bevanda mai creata dall’Uomo. L’autore, Francesco Annibali, collaboratore fra gli altri di James Magazine, è un giornalista enologico con una solida formazione semiotica, e ci guida a chiarirci le fondamenta sulle quali si basano tutti i nostri discorsi sul vino. Un libro che tutti i professionisti della formazione, dell’informazione, della promozione e, soprattutto, tutti gli appassionati dovrebbero leggere.

 

 

FRANCESCO ANNIBALI

 

IL LINGUAGGIO DEL VINO

 

pag. 192 formato 15×21 copertina flessibile

ISBN 978-88-31286-02-2

 

Data di pubblicazione: maggio 2021

 

Prezzo di copertina € 19,00

 

 

Acquistabile su AMAZON

 

Cover: Francesco Annibali

 

 

 

 

 

 

 

L’articolo IL “LINGUAGGIO DEL VINO” DI FRANCESCO ANNIBALI proviene da James Magazine – High Things, tra Bellezza, Arte e Champagne. Autore: Redazione James

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