ATTUALITA'

Guerra Ucraina-Russia, Putin avverte: “Se minacciati useremo mezzi che nessuno ha”. Letta contro Johnson: “Fuori luogo, dobbiamo parlare poco”

guerra-ucraina-russia,-putin-avverte:-“se-minacciati-useremo-mezzi-che-nessuno-ha”.-letta-contro-johnson:-“fuori-luogo,-dobbiamo-parlare-poco”

63esimo giorno di guerra tra Russia e Ucraina. Ogni tentativo di mediazione si è rivelato inutile, compreso l’ultimo realizzato dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres che ieri ha incontrato Vladimir Putin a Mosca. “Senza Crimea e Donbass non si ragiona” ha ribadito il leader del Cremlino che continua gli attacchi nel sud-est del Paese e fa salire il livello di tensione in Transnistria, regione separatista (filorussa) della Moldavia dove sono presenti circa 1500 truppe di Mosca e dove si sono verificate una serie di esplosioni.

Cresce la tensione anche con la Nato e con i paesi d’Europa. Oggi la Russia taglierà le forniture di gas a Polonia e Bulgaria (che non hanno accettato il pagamento in rubli) mentre il Regno Unito di Boris Johnson ha dato il suo via libera ad attacchi ucraini con armi fornite da Londra contro obiettivi militari presenti in Russia. Immediata la reazione di Mosca che minaccia rappresaglie. E intanto nella notte è stato bombardato un deposito di munizioni nella regione di Belgorod, in Russia.

La diretta 

ORE 21:30 – GELMINI: NON PAGHEREMO IL GAS IN RUBLI – “La mossa di Putin sa tanto di rappresaglia. Rispetto a tutto questo, la scelta che oggi è stata ribadita anche dalla Von der Leyen è di non cedere a questo ricatto. Da parte dei Paesi europei c’è stata un’immediata solidarietà nei confronti di Polonia e Bulgaria. Noi non siamo disponibili a pagare il gas in rubli. Il governo sta lavorando per diversificare i rifornimenti, siglare accordi con altri Paesi, e rendere l’Italia nel più breve tempo possibile autonoma dalla Russia”. Lo conferma a Tg2 Post la ministra per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini.

ORE 21:20 – MEDIA, CREMLINO PREPARA REFERENDUM DONETSK E LUGANSK PER META’ MAGGIO – Il Cremlino ha in programma di indire un referendum sull’adesione alla Russia di Donetsk e Lugansk. Lo riferisce la testata in lingua russa Meduza, citando fonti vicine all’amministrazione presidenziale. I referendum si terranno il 14 e 15 maggio. Nelle stesse date potrebbe svolgersi un referendum anche per l’annessione della regione di Kherson, parzialmente occupata dalla Russia. La testata ha sottolineato che l’intenzione del Cremlino era di tenere i referendum già alla fine di aprile, ma sono stati rinviati più volte a causa dei fallimenti dell’esercito russo nella guerra con l’Ucraina. Le fonti riferiscono che le date potrebbero spostarsi nuovamente, per lo stesso motivo.

ORE 21:00 – ZELENSKY: “STOP A DAZI UE SOSTEGNO IMPORTANTE ALL’ECONOMIA” – La proposta della Commissione europea di sospendere per un anno tutti i dazi sui prodotti esportati da Kiev nell’Ue “permetterà di sostenere al massimo l’attività economica in Ucraina e preservare la nostra produzione nazionale”. Lo ha dichiarato stasera in un video diffuso su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

ORE 20:25 – KIEV: “CI ASPETTANO SETTIMANE ESTREMAMENTE DIFFICILI” – “Settimane estremamente difficili” attendono l’Ucraina. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa ucraino, Oleksiy Reznikov, secondo quanto riferisce il Kyiv Independent. Il ministro prevede un’intensificarsi delle ostilità in Donbass. Mosca, ha affermato, “è già conscia della sua sconfitta strategica ma cercherà comunque di infliggerci quanto più dolore possibile”.

ORE 20:10 – LETTA SU JOHNSON: “FUORI LUOGO, DOBBIAMO PARLARE POCO” – “In questo momento i leader dei paesi occidentali hanno una responsabilità immensa e hanno il dovere di parlare poco. Le parole di ieri di Boris Johnson sono state fuori luogo”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, a Porta a Porta spiegando che vanno evitati “errori di comunicazione”.

ORE 19:30 –  DI MAIO: “FORNITURE GAS RUSSO SONO REGOLARI” – “Ad oggi tutte quelle che sono le forniture di gas dalla Russia all’Italia continuano ad andare avanti regolarmente”. Lo dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio parlando con i cronisti a Strasburgo.

ORE 19:20 – DI MAIO: “GAS IN RUBLI? VIOLA CONTRATTI UE, DECIDEREMO RISPOSTA” – Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, rispondendo a una domanda de LaPresse in un punto stampa al Consiglio d’Europa lancia un messaggio a Putin per il pagamento del gas: “Ci sono tutte le condizioni affinché i cittadini non abbiamo problemi di fornitura energetica. Ovviamente quello che stiamo decidendo in questo momento a livello europeo riguarda anche la richiesta, che è una violazione contrattuale della Russia, del pagamento in rubli. E’ una violazione del contratto. Per questo, assieme alla Commissione europea e al Consiglio europeo, prenderemo una decisione a livello europeo su questo tema ma è chiaro ed evidente che i nostri contratti prevedevano il pagamento in euro e noi vogliamo pagare in euro”.

ORE 18:28 – ACCIAIERIA: DIFFUSE FOTO OSPEDALE: CI SONO 2MILA PERSONE – Il consiglio comunale di Mariupol ha condiviso immagini molto dure, riprese da Ukrainska Pravda, di un ospedale allestito presso l’acciaieria Azovstal, privo di medicinali e in condizioni precarie. “Ecco come appare l’ospedale in uno dei rifugi di Azovstal. Foto terribili. Ma il mondo ha bisogno di sapere cosa sta succedendo. Sotto tiro 24 ore al giorno dall’esercito russo.Continuamente. E non c’è solo il personale militare nello stabilimento. La maggior parte delle persone sono civili. Ci sono almeno 2.000 civili nello stabilimento di Azovstal. Donne, bambini e anziani. Ci sono molti feriti. In condizioni antigieniche e terribili. Senza farmaci. La carenza di acqua potabile e cibo è catastrofica. Le persone devono essere salvate immediatamente”, rimarca il consiglio comunale di Mariupol. Nelle foto si vedono persone con arti dilaniati e amputati su materassi buttati a terra, feriti sottoposti a interventi in locali fatiscenti.

FRSrGuPXoAMWMqk

ORE 18:27 – MARIUPOL, IN ACCIAIERIA 600 FERITI: MANCA TUTTO –  Nell’acciaieria Azovstal di Mariupol ci sono 600 feriti tra civili e combattenti e mancano farmaci e condizioni per curarli. È quanto ha detto Serhiy Volyna, comandante della 36esima brigata dei Marine ucraini, in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook di cui riferisce un giornalista di Politico, Christopher Miller. A riportarlo è il Guardian. Volyna afferma che centinaia di civili, compresi bambini, vivono in condizioni anti-igieniche e che stanno per finire cibo e acqua e chiede per soldati e civili a Mariupol un’evacuazione in ‘stile Dunkirk’.

ORE 18:19 – ATTACCO CONTRO OSPEDALE, DONNA MUORE – I soldati russi hanno colpito un ospedale a Severodonetsk, nella regione di Luhansk, nel Donbass, uccidendo una donna. Lo ha scritto su Telegram Serhiy Haidai, capo dell’amministrazione militare regionale di Luhansk, pubblicando un video che mostra l’ospedale danneggiato. Lo riporta Ukrinform.

ORE 18:10 – LA GERMANIA SI TIRA FUORI: “NON DIVENTEREMO PARTE DEL CONFLITTO” – Il ministro degli Esteri tedesco, Annalena Baerbock, durante un’audizione al Bundestag ha assicurato che, nonostante l’invio di armi pesanti all’Ucraina, la Germania “non diventerà parte del conflitto”. Baerbock ha fronteggiato da destra gli attacchi della Cdu, che accusa il governo Scholz di non essere stato abbastanza risoluto nel sostegno militare a Kiev, e da sinistra le critiche di chi, come la deputata Sahra Wagenknecht, esponente della Linke, ha paventato un “inferno nucleare in Europa”.

ORE 17:20 – SEGRETARIO ONU GUTERRES ARRIVATO IN UCRAINA – Dopo l’incontro di ieri al Cremlino con Vladimir Putin, il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres è arrivato nel pomeriggio in Ucraina. A sottolinearlo è lo stesso numero uno dell’Onu via Twitter: “Sono arrivato in Ucraina dopo essere stato a Mosca. Continueremo il nostro lavoro per aumentare il sostegno umanitario e per garantire l’evacuazione dei civili dalle zone di conflitto”, ha scritto Guterres, sottolineando che “prima finisce questa guerra e meglio è per l’Ucraina, la Russia e il mondo”.

ORE 16:40 – IL MESSAGGIO DI PUTIN ALL’OCCIDENTE: “SE MINACCIATI USEREMO MEZZI FINORA INUTILIZZATI” – Parlando al Consiglio dei legislatori presso l’Assemblea federale della Federazione russa, il presidente Vladimir Putin ha lanciato un chiaro avvertimento a Kiev e ai suoi alleati occidentali. Per lo Zar l’Ucraina è stata portata a un confronto diretto con la Russia da forze esterne, trasformata in una “anti-Russia”. Di fronte alle minacce al Paese “abbiamo tutti gli strumenti. Quelli di cui nessuno può vantarsi ora. E noi non ci vantiamo. Se necessario li useremo”.

Sempre di fronte al Consiglio legislativo di San Pietroburgo, Putin ha ribadito come “gli obiettivi dell’operazione speciale saranno portati a termine” in quanto “la reazione della Federazione russa ai piani cinici dell’Occidente in Ucraina è giusta e tempestiva”. Quindi l’accusa contro l’Occidente e la rivendicazione della tenuta russa di fronte alle sanzioni: “I piani dei Paesi occidentali di strangolare economicamente la Russia sono falliti, l’impatto economico delle sanzioni occidentali contro la Russia non è stato così forte per il momento”. Occidente che per il numero uno di Mosca è “pieno di problemi nel campo dei diritti umani”, tra cui “la diseguaglianza delle donne nel mercato di lavoro”.

Quindi i rapporti tra Mosca e Kiev secondo lo Zar: “Noi siamo un grande Paese, non abbiamo bisogno di annettere altri Paesi, l’Ucraina era una minaccia per la Russia e operazioni militari speciali in Donbass e Ucraina sono volte a garantire la sicurezza del nostro Paese, così come in Crimea. I nostri soldati hanno impedito una minaccia”.

ORE 15:30 – COLLOQUIO DRAGHI-ZELENSKY: “GRAZIE ITALIA” – “Ho apprezzato sostegno a inasprimento sanzioni a Russia”, ha detto il presidente ucraino Zelenksy a telefono con il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi.

Su Twitter il numero uno ucraino ha aggiunto di essere “grato all’Italia per il coinvolgimento nelle indagini sui crimini contro l’umanità della Russia. Apprezziamo anche il sostegno di principio per inasprire le sanzioni contro l’aggressore”. Un ringraziamento speciale all’Italia , aggiunge Zelensky in un messaggio successivo, “per aver dato rifugio a oltre 100mila ucraini che sono stati costretti a fuggire dalle loro case a causa dell’aggressione russa”.

ORE 15:15 – COLPITO COMANDO RUSSO SU ISOLA DEI SERPENTI – Le forze armate ucraine fanno sapere che un comando russo sull’Isola dei Serpenti nel Mar Nero è stata colpita. Distrutto un sistema di missili terra aria Strela 10 secondo il sito Ukrinforn. L’isola dei Serpenti era diventata subito celebre all’inizio della guerra per la risposta sprezzante – “russi, andate a farvi f…” – di un soldato ucraino ai russi invasori. I militari erano stati catturati e liberati dopo uno scambio di prigionieri.

ORE 15:10 – DRAGHI ALLA CASA BIANCA – Il presidente del Consiglio Mario Draghi il 10 maggio sarà alla Casa Bianca dove incontrerà il presidente americano Joe Biden in un’occasione “per riaffermare la storica amicizia e il forte partenariato tra i due Paesi. Al centro dell’incontro il coordinamento con gli Alleati sulle misure a sostegno del popolo ucraino e di contrasto all’aggressione ingiustificata della Russia” come si legge nel comunicato di Palazzo Chigi.

 

ORE 15:00 – NESSUNA DECISIONE SU INCONTRO ZELENSKY-PUTIN – Sembra essere ancora lontano il momento di un incontro tra Zelensky e Putin. Lo ha dichiarato il consigliere ucraino Mikhailo Podoliak all’Ukrainska Pravda a proposito degli sforzi diplomatici della Turchia per favorire il vertice.

ORE 14:10 – GOVERNATORE DONETSK: RUSSIA LANCIA BOMBE AL FOSFORO – La sera del 26 aprile e la mattina del 27 aprile i russi hanno lanciato bombe al fosforo ad Avdiivka, nella regione di Donetsk, nell’est dell’Ucraina. È quanto denuncia il governatore di Donetsk, Pavlo Kyrylenko. I russi hanno colpito Avdiivka due volte con bombe al fosforo. La prima, la scorsa notte vicino alla cokeria, e poi questa mattina, nel centro della città. A seguito di questi bombardamenti, sono scoppiati diversi incendi in città”, ha riferito Kyrylenko, citato dall’Ukrainska Pravda.

ORE 13:50 – PESKOV NEGA RICATTO RUSSO SUL GAS E RILANCIA: “NIENTE FORNITURE SENZA PAGAMENTI IN RUBLI” – Nessun ricatto. Secondo il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov la mossa di Mosca di stoppare le forniture di gas a Polonia e Bulgaria e la richiesta di pagare in rubli “non è un ricatto”. Il portavoce di Vladimir Putin allo stesso tempo, come chiesto anche dalla Duma, ha annunciato che la Russia ha intenzione di interrompere le forniture agli altri Paesi che si rifiuteranno di pagare nella valuta locale.

“La Russia resta un fornitore affidabile di energia e non scende a ricatti”, ha detto Peskov evitando di indicare quanti e quali Paesi avrebbero accettato di acquistare il gas in rubli in linea con il decreto emesso a marzo dal presidente Putin. Peskov ha aggiunto che il rifornimento di gas a Bulgaria e Polonia riprenderà se e quando rispetteranno il nuovo meccanismo di pagamento.

ORE 13:10 – TURCHIA AUSPICA INCONTRO TRA PUTIN E ZELENSKY NEI PROSSIMI GIORNI  – Un incontro tra il presidente russo Putin e il suo omologo ucraino Zelensky nei prossimi giorni. E’ l’auspicio della Turchia, protagonista con Erdogan delle trattative tra i due Paesi. Ad evocare una possibile svolta nei colloqui è il ministro della Difesa turco Hulusi Akar, a seguito delle consultazioni sull’assistenza militare occidentale a Kiev che si sono svolte presso la base aerea di Ramstein in Germania

“Ci auguriamo che, malgrado alcune difficoltà, i due leader possano incontrarsi nei prossimi giorni grazie alle proposte del nostro presidente (Erdogan)”, ha affermato il ministro della Difesa turco. Secondo Akar “la Turchia continua a contribuire, a fare tutto il necessario, anche svolgendo un ruolo di mediazione, affinché la situazione umanitaria in Ucraina non si deteriori e si raggiunga al più presto un cessate-il-fuoco”.

ORE 12:40 – RUSSIA IMPONE SANZIONI CONTRO 288 MEMBRI CAMERA COMUNI INGLESE – Il ministero degli Esteri russo ha imposto sanzioni nei confronti di 287 membri della Camera dei Comuni di Londra. Lo riporta l’agenzia di stampa Interfax.

ORE 12:10 – IL CANCELLIERE AUSTRIACO SMENTISCE MOSCA: “NON PAGHEREMO GAS RUSSO IN RUBLI” – L’Austria non cede al ricatto russo e non pagherà il gas in rubli. A dirlo è stato il cancelliere austriaco Karl Nehammer, che ha smentito quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Tass secondo la quale Vienna avrebbe deciso di pagare il gas russo in rubli. “Prima che le fake news della propaganda russa vengano diffuse ulteriormente”, ha scritto su Twitter il cancelliere, l’Austria «ovviamente continuerà a pagare in euro le consegne di gas dalla Russia». Allo stesso tempo, ha detto Nehammer, “l’Austria si attiene alla virgola alle sanzioni concordate con l’Unione europea”.

ORE 11:40 – LA DUMA CHIEDE STOP A FORNITURE GAS A TUTTI I PAESI “OSTILI” – Non solo Polonia e Bulgaria, la Russia dovrebbe fermare le forniture di gas a tutti i Paesi considerati “ostili”. A chiederlo è stato il presidente della Duma, la Camera bassa del Parlamento russo, Vyacheslav Volodin. “I deputati della Duma di Stato sostengono la decisione di Gazprom di sospendere le forniture di gas a Bulgaria e Polonia”, ha dichiartao Volodin, come riporta Ria Novosti. Tra i Paesi ostili secondo Mosca figura anche l’Italia.

ORE 11:30 – Il vicepresidente di Gazprombank Igor Volobuev ha annunciato la sua fuga da Mosca per raggiungere l’Ucraina e combattere nell’esercito di Kiev: è una defezione di alto livello per il regime di Putin

ORE 10:30 – TRANSNISTRIA ACCUSA KIEV: “ATTACCO UCRAINO CONTRO DEPOSITO MUNIZIONI” – I filorussi della Transnistria tornano ad accusare l’Ucraina di colpire nel territorio della Repubblica separatista in Moldavia. Il ministero dell’Interno locale ha infatti reso noto che alcuni colpi d’arma da fuoco hanno raggiunto un deposito di munizioni a Kolbasna, colpi che sarebbero arrivati dall’Ucraina.

Il ministro della regione separatista sottolinea in una dichiarazione che i droni sono stati visti durante la notte sopra il villaggio moldavo di Kolbasna e che al mattino sono stati sparati colpi di arma da fuoco dall’Ucraina vicino al villaggio. Kolbasna ospita “il più grande deposito di munizioni in Europa”.

ORE 10:10 – LA BULGARIA RISPONDE ALLO STOP RUSSO SUL GAS: “ABBIAMO SCORTE PER UN MESE” – Il ministro bulgaro dell’Energia Alexander Nikolov ha sottolineato oggi che il Paese può soddisfare le esigenze di gas degli utenti per almeno un mese. Una risposta allo stop alle forniture deciso da Mosca.

Sono disponibili forniture alternative e la Bulgaria spera che rotte e rifornimenti alternativi saranno assicurati anche a livello dell’Ue», ha poi aggiunto Nikolov, facendo riferimento a una riunione di esperti dell’Ue che si terrà mercoledì per pianificare i prossimi passi.

ORE 9:55 – APPELLO DEL PAPA: “TACCIANO LE ARMI, FERMATE LA GUERRA” – Papa Francesco torna a chiedere lo stop al conflitto in corso in Ucraina. Durante l’udienza generale il Pontefice ha chiesto di “perseverare nella preghiera incessante per la pace. Tacciano le armi, affinché quelli che hanno il potere di fermare la guerra, sentano il grido di pace dell’intera umanità”.

ORE 9:35 – VON DER LEYEN: “MOSCA USA GAS COME STRUMENTO DI RICATTO” – L’annuncio di Gazprom è un altro tentativo della Russia di ricattarci con il gas. Siamo preparati per questo scenario. Stiamo delineando la nostra risposta coordinata dell’Ue. Gli europei possono confidare che restiamo uniti e solidali con gli Stati membri colpiti”. E’ il messaggio che arriva dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen su Twitter, rispondendo così alla mossa di Mosca di stoppare le forniture di gas a Polonia e Bulgaria.

“L’annuncio di Gazprom che sta interrompendo unilateralmente la consegna del gas ai clienti in Europa – sottolinea von der Leyen in una nota – è l’ennesimo tentativo della Russia di utilizzare il gas come strumento di ricatto. Questo è ingiustificato e inaccettabile. E mostra ancora una volta l’inaffidabilità della Russia come fornitore di gas. Siamo preparati per questo scenario. Siamo in stretto contatto con tutti gli Stati membri. Abbiamo lavorato per garantire consegne alternative e i migliori livelli di stoccaggio possibili in tutta l’Ue. Gli Stati membri hanno messo in atto piani di emergenza proprio per questo scenario e abbiamo lavorato con loro in coordinamento e solidarietà”.

ORE 9:30 – KIEV DENUNCIA USO DI BOMBE A GRAPPOLO SU VILLAGGI DEL DONETSK – Le amministrazioni regionali militari e civili ucraine denunciano come nella notte vi siano stati bombardamenti nella notte con munizioni a grappolo nel villaggio di Zaitseve e la comunità di Svitlodarsk, nella regione di Donetsk.

L’accusa contro Mosca è contenuta in un rapporto reso noto questa mattina sulla situazione in tutta l’Ucraina, citato da Ukrinform. Gli insediamenti di Marinka, Krasnohorivka, Vuhledar e Lyman sono stati continuamente bombardati con sistemi di artiglieria.

ORE 9:15 – PESANTI BOMBARDAMENTI NELLA NOTTE A DNIPROPETROVSK – Nella notte, nella regione di Dnipropetrovsk nell’Ucraina orientale, pesanti bombardamenti hanno provocato un grande incendio in un sito di infrastrutture energetiche. Lo riporta il Kyiv Independent. Le truppe russe hanno bombardato la città di Zelenodolsk e i villaggi di Maryanske e Velyka Kostromka, danneggiando le infrastrutture energetiche e causando perdite di petrolio. Una persona è stata ricoverata in ospedale.

ORE 8:20 – ZELENSKY: “TRE MISSILI RUSSI VICINO A CENTRALI NUCLEARI” –  Nell’anniversario del disastro di Chernobyl, tre missili russi hanno sorvolato tre centrali nucleari ucraine. Lo ha riferito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un discorso video. “Quella catastrofe (Chernobyl, ndr) dovrebbe essere raccontata nelle scuole russe, dovrebbe essere ricordata in Russia ogni anno il 26 aprile, come si fa in tutto il mondo civile. Invece, oggi hanno lanciato tre missili contro l’Ucraina in modo da sorvolare direttamente i blocchi delle nostre centrali nucleari“, ha dichiarato Zelensky come riportato da Ukrainska Pravda. In particolare si tratterebbe delle centrali di Zaporizhia, di Khmelnytsky e di una centrale dell’Ucraina meridionale.

ORE 8:10 – KIEV DENUNCIA 400 STUPRI TRA DONNE E BAMBINI – Sono 400 le denunce contro soldati russi per violenze sessuale a donne e bambini, arrivate dal primo al 14 aprile al numero istituito dal Parlamento ucraino per presentare segnalazioni e ricevere assistenza psicologica. Lo rende noto la commissaria ai Diritti umani del parlamento ucraino Lyudmyla Denisova citata dal Kyiv Independent. Denisova ha detto che dopo aver messo a disposizione dei cittadini il numero pubblico, le segnalazioni continuano a crescere.

ORE 8:00 – ZELENSKY: “SMEMBRARE E RIDISEGNARE EUROPA, QUESTO OBIETTIVO PUTIN” – “L’obiettivo finale della leadership russa non è solo quello di impadronirsi del territorio dell’Ucraina, ma di smembrare l’intera Europa centrale e orientale e sferrare un colpo globale alla democrazia” ha spiegato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo discorso notturno. Secondo Zelensky, per raggiungere il suo obiettivo Putin è pronto ad allargare il perimetro del conflitto alla Transnistria.

ORE 7:40 – 007 REGNO UNITO: AUMENTO RISCHIO VITTIME CIVILI – Nel sottolineare che l’Ucraina controlla la quasi totalità del suo spazio aereo e la Russia non è riuscita a distruggere la difesa aerea di Kiev, l’intelligence britannica spiega che “la maggior parte dei raid russi a Mariupol, si legge ancora, sono stati condotti con l’utilizzo di bombe a caduta libera non-guidate che riducono la capacità di controllo di Mosca e aumentano il rischio di vittime civili”.

ORE 6:20 – BELGOROD, DEPOSITO MUNIZIONI IN FIAMME – Un deposito di munizioni è in fiamme vicino al villaggio di Staraya Nelidovka, nella regione russa di Belgorod. Lo scrive il governatore Gladkov sul suo canale Telegram, secondo quanto riportato dalla Tass. “Ho appena contattato il capo dell’insediamento rurale di Golovinsky, Denis Zolotukhin. Secondo le informazioni preliminari, un deposito di munizioni è in fiamme vicino al villaggio di Staraya Nelidovka”, ha scritto precisando che “non ci sono distruzioni di edifici residenziali, case. Non ci sono vittime tra la popolazione civile”.

FRUSeVfXIAEkTXW

ORE 4:00 – CNN: IMMAGINI DRONE MOSTRANO FORZE RUSSE VICINE A VITTIME BUCHA – Unità russe composte da militari e veicoli si trovavano per le strade di Bucha, la città ucraina alla periferia di Kiev, in prossimità dei corpi di civili trovati in seguito dalle forze ucraine. A riferirlo è la Cnn sulla base di un video girato con un drone, che l’emittente americana ha geolocalizzato confermandone l’autenticità.

Le immagini sono state girate tra il 12 e il 13 marzo da una fonte di cui l’emittente statunitense non rivela l’identità per questioni di sicurezza e mostrano un veicolo militare russo fermo a un incrocio: lì vicino, in fondo alla strada dove si trova il veicolo, vi sono tre corpi che corrispondono a quelli mostrati in un successivo video del primo aprile, girato dopo la presa di Bucha da parte delle forze ucraine.

La pellicola ottenuta dalla Cnn rappresenterebbe la prima prova emersa da Bucha che mostra veicoli e truppe russe operare nella strada dove gli ucraini hanno poi ritrovato i cadaveri.

L’articolo Guerra Ucraina-Russia, Putin avverte: “Se minacciati useremo mezzi che nessuno ha”. Letta contro Johnson: “Fuori luogo, dobbiamo parlare poco” proviene da Il Riformista.

Leave a Reply