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Guerra in Ucraina, sanzioni “non sono abbastanza” per Zelensky: “Vogliamo tre cose: armi, armi, armi”

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La guerra in Ucraina è al 43esimo giorno. I negoziati languono, i combattimenti infuriano, emergono stragi nelle aree liberate, nuove sanzioni vengono inflitte dall’Occidente alla Russia. Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito “spettacolari” l’ultima tranche di sanzioni ma ha avvertito che non sono abbastanza per fermare la guerra. “Sanzioni deboli saranno interpretate da Putin come un via libera a continuare”, ha detto. Papa Francesco ieri ha mostrato una bandiera ucraina arrivata da Bucha, il sobborgo a nordovest di Kiev dove è emersa lo scorso fine settimana una carneficina che ha sconvolto il mondo. Corpi per strada, ammassati in fosse comuni, ritrovati con le mani legate dietro la schiena come in un’esecuzione.

Mosca ha respinto tutte le accuse. I media nazionali parlano di quei corpi come spostati e piazzati dagli inglesi. Dopo quella di Bucha si parla ora della strage di Borodyanka, altra città alle porte di Kiev come Bucha occupata all’inizio della guerra e ora liberata dopo la ritirata dei russi. I combattimenti si sono concentrati in questa fase soprattutto nell’est e nel sud. Obiettivo principale di Mosca emerge essere a questo punto il Donbass, dove i separatisti filo-russi hanno occupato porzioni di territori e auto-proclamato due repubbliche indipendentiste. Massicci attacchi anche sulla città di Mykolaiv, colpita da bombe a grappolo anche su obiettivi civili.

“Ho tre richieste oggi per il Consiglio atlantico: armi, armi, armi”, ha detto anche il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba al Consiglio atlantico. Per la Nato il confronto con la Russia sarà ancora lungo. Concorda il Pentagono che mette in guardia: la mossa delle forze russe di spostare l’offensiva nell’est dell’Ucraina potrebbe “allungare la guerra più di quanto chiunque di noi voglia”, proprio per l’offensiva sul Donbass. Gli Stati Uniti hanno intanto sanzionato anche le figlie del Presidente russo Vladimir Putin e la moglie e la figlia del ministro degli Esteri Sergej Lavrov. Sulla frontiera meridionale degli Stati Uniti comincia a premere la pressione degli arrivi via via più consistenti di chi fugge dalla guerra in Ucraina. Sono infatti circa 1.700 i rifugiati ucraini arrivati a Tijuana, in Messico, sperando di riuscire a entrare negli Stati Uniti.

La diretta

ORE 8:30 – UE DISCUTE LUNEDI’ SUL PETROLIO RUSSO – L’embargo sul petrolio russo si discuterà lunedì prossimo. Lo ha fatto sapere l’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea, Josep Borrell. “Spero possa realizzarsi presto”, ha commentato Borrell che ha spiegato come dall’inizio dell’invasione l’acquisto di gas e petrolio da parte dell’Ue ha portato nelle casse di Mosca 35 miliardi di euro.

ORE 7:30 – CAUTELA CINA SUL PETROLIO RUSSO – Secondo Reuters le raffinerie statali cinesi stanno continuando a onorare i contratti esistenti sul petrolio russo ma evitano di stipularne di nuovi. L’agenzia cita sei fonti che sostengono l’atteggiamento cauto di Pechino. L’agenzia cita dati relativi a Sinopev, CNOOC, PetroChina e Sinochem. La Cina è il più grande acquirente di petrolio russo (1,6 milioni di barili al giorno).

ORE 7:00 – MILITARI UCRAINI ADDESTRATI NEGLI USA A USARE DRONI-KAMIKAZE – Un funzionario anonimo del dipartimento della Difesa statunitense ha dichiarato alla stampa che militari dell’esercito ucraino sono stati addestrati dagli USA a usare i droni kamikaze Switchblade. I droni sono piccoli velivoli dotati di carica esplosiva che sorvolano le aree in attesa di un obiettivo da colpire e che in caso di mancato utilizzo possono essere recuperati dai loro operatori.

ORE 3:00 – MESSICO: 1.700 RIFUGIATI AL CONFINE CON GLI STATI UNITI – NBC riporta che sarebbero circa 1.700 i rifugiati ucraini a Tijuana, in Messico, che vogliono entrare negli Stati Uniti. Allestito un centro accoglienza per i profughi arrivati con un visto turistico. Ogni giorno sono 150 gli ucraini ammessi nel Paese. Il Presidente Biden ha detto di voler accogliere 100mila profughi.

ORE 2:30 – ZELENSKY: “RIPRISTINARE IL LAVORO NELLE AZIENDE” – Il presidente ucraino Zelensky ha dichiarato nel suo messaggio serale che “dobbiamo fare tutto il possibile per ripristinare il lavoro delle aziende locali, le attività commerciali e ristabilire le piccole e medie imprese sul nostro territorio là dove è sicuro e possibile lavorare”.

ORE 2:00 – COPRIFUOCO A GOSTOMEL – Coprifuoco di una settimana a Gostomel, città alle porte di Kiev, dalle 6 del mattino alle 6 del 14 aprile per sminare la città e per consentire ai civili di rientrare in sicurezza. La città è sotto l’occupazione russa da 35 giorni.

ORE 1:30 – PENTAGONO: “LA GUERRA PUO’ DURARE PIU’ DI QUANTO IMMAGINIAMO” – Secondo il Pentagono l’offensiva nell’est del Paese dei russi potrebbe allungare la guerra “più di quanto chiunque di noi voglia. “Ci aspettiamo che gli ucraini continuino a combattere in questa zona che appartiene a loro e per la quale lottano da otto anni”, ha detto un funzionario statunitense. Il portavoce del ministero della Difesa USA John Kirby ha sostenuto che gli ucraini possono comunque vincere la guerra. “Senz’altro”, ha detto, “e la prova è data da quello che stiamo vedendo ogni giorno, dall’inizio del conflitto. Se guardate a quanto sono stati in grado di fare fino ad ora, il signor Putin ha raggiunto — per l’esattezza — nessuno dei suoi obiettivi strategici all’interno dell’Ucraina. Non ha preso Kiev. Non ha rovesciato il governo. Non ha spazzato via l’Ucraina come stato. E di fatto ha preso il controllo di un numero limitato di città — e non sono nemmeno quelli a cui puntavano davvero. Mariupol? Non è ancora stata pressa. Kiev? Si sono ritirati da lì. Chernihiv? Pure. Kharkiv? Idem. Mykolaiv? Anche. Gli ucraini stanno combattendo con coraggio per difendere il loro Paese. E hanno impedito a Putin di raggiungere tutti gli obiettivi, finora. Dunque ripeto: assolutamente sì, l’Ucraina può vincere questa guerra”.

ORE 1:00 – CASA BIANCA: “CI SARANNO ALTRE BUCHA” – La portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha dichiarato che in Ucraina saranno scoperte altre carneficine come quella di Bucha. “Il loro obiettivo rimane quello di indebolire il più possibile l’Ucraina, non dovremmo illuderci che l’obiettivo non sia cambiato anche se le loro tattiche sono cambiate”, ha detto alla CNN. “La Russia è destinata a perdere il suo status di grande economia”.

ORE 00:45 – MARIUPOL: “ALMENO 5MILA CIVILI MORTI” – Secondo le autorità locali di Mariupol, città-martire della guerra in Ucraina affacciata sul Mar d’Azov da settimane sotto l’assedio russo, sono almeno 5mila i civili morti per effetto degli attacchi russi dall’inizio della guerra. Il sindaco Vadym Boychenko ha ribadito che il 90% delle infrastrutture è stato distrutto e il 40% “non è più recuperabile”. Il Presidente Volodymyr Zelensky, all’emittente turca Haberturk, ha detto che i russi stanno nascondendo migliaia di persone uccise a Mariupol. “La Russia non vuole che nulla venga visto prima che prendano il controllo della città, prima che la ripuliscano, al momento Mariupol è l’inferno. A migliaia sono stati uccisi o feriti. Il loro numero cresce ogni giorno e non ne abbiamo conto preciso. Stanno tentando di nascondere la situazione, in questo caso stanno tentando di impedire l’arrivo di aiuti umanitari”.

ORE 00:00 – DI MAIO: “NON ABBIAMO CHIUSO I CANALI DIPLOMATICI CON LA RUSSIA – Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è intervenuto a Porta a Porta. “L’Italia ha espulso per ragioni di sicurezza nazionale 30 funzionari russi con passaporto diplomatico e di servizio” e dopo la mossa “ci aspettiamo una reazione ma questo non vuol dire chiudere i canali diplomatici con la Russia”.

Articolo in aggiornamento

L’articolo Guerra in Ucraina, sanzioni “non sono abbastanza” per Zelensky: “Vogliamo tre cose: armi, armi, armi” proviene da Il Riformista.

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