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Federico Tangorra: vi racconto la mia esperienza da ceo a 23 anni

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Classe 1997, 23 anni, di Cremona, laureando in Management Engineering al Politecnico di Milano. Dopo oltre due mesi di selezioni, Federico Tangorra è stato scelto tra più di 12mila candidati come vincitore dell’edizione italiana 2021 del talent di The Adecco Group “Ceo for One Month”, il programma che permette ogni anno a un promettente giovane talento di trascorrere un mese di lavoro ai vertici della multinazionale leader a livello globale nelle soluzioni Hr per il mondo del lavoro, sotto la mentorship diretta dell’amministratore delegato del Gruppo Andrea Malacrida.

Dopo aver concluso il suo mese da amministratore delegato, Federico ora competerà a livello globale con i vincitori degli altri 47 Paesi per conquistare un posto da Global Ceo for One Month, al fianco del ceo global di The Adecco Group, Alain Dehaze.

«È stata un’esperienza formativa sin dal processo di selezione, lungo e impegnativo. Le prove di gruppo, in particolare il business game e il group assessment, sono state per me le più difficili», racconta. Perché, «pur venendo da un percorso accademico in cui avevo già fatto esperienza di business game, dover sviluppare in così poco tempo un processo decisionale insieme a persone con un background molto eterogeneo rispetto al mio e con visioni differenti è stato arduo. Tant’è che fino al secondo round il mio team era in ultima posizione e la nostra azienda simulata stava per fallire».

Ma è qui che è arrivata la prima lezione. «Ho dovuto imparare sul momento a collaborare, a mediare e magari anche a rinunciare a un’idea che avevo inizialmente, adattandola, oppure seguendo la strada tracciata da qualcun altro», dice. «Questa lezione è stata preziosa anche per il mese in cui ho affiancato Andrea e tutto il management team del gruppo, perché ho incontrato e mi sono confrontato con persone con visioni differenti, ho imparato ad ascoltarle e poi a provare a dire la mia».

Ma quali sono gli elementi che hanno permesso a Federico di vincere? «Ho cercato sempre di essere schietto e quando mi è stato chiesto un feedback ho sempre detto cosa era andato bene, cosa no, e cosa avrei potuto fare per migliorare la prova», risponde. «Probabilmente il mio spirito autocritico mi ha permesso di fare quel passo in più rispetto ad altri. E poi credo che abbia contato anche la mia capacità analitica di partire da un’analisi fattuale e poi trarre le conclusioni. Questo è stato molto apprezzato».

Sul profilo Instagram di Federico compare una foto in scooter con l’ad Andrea Malacrida. «È stato uno dei momenti più divertenti», racconta. «Era il primo giorno e Andrea mi ha chiesto di scegliere se andare da un cliente in taxi o in scooter. Io non ci ho pensato due volte e ho scelto lo scooter. È lì che si è rotto il ghiaccio e abbiamo cominciato a stringere un rapporto forte: mi ha raccontato di come ha cominciato la sua carriera e anche qualche aneddoto sui clienti. Poi, dopo il pranzo di lavoro, abbiamo discusso dell’incontro. È stato un bel momento di confronto».

Oltre ad affiancare il ceo, Federico ha avuto molte opportunità di mettersi alla prova attivamente, in prima persona. «Andrea mi ha indicato la via, lasciandomi poi piena autonomia», spiega. «La maggior parte del percorso è stato un training-on-the-job: un “buttarsi nella mischia” e sperimentare effettivamente cosa significa far parte del management di una società così importante».

Nel suo mese da ceo, Federico ha fatto su e giù tra le filiali anche da solo, incontrando i manager e stringendo nuove relazioni. «È il metodo più efficace per farti vivere questa esperienza», commenta. «Se avessi avuto sempre Andrea al mio fianco, probabilmente non avrei saputo cogliere il massimo da questa incredibile avventura».

In queste giornate ha potuto costruire un nuovo network professionale, oltre che umano. «Ho chiesto i contatti di tutti i colleghi incontrati – oltre 200 – e in molti mi hanno dato consigli su come navigare nella “tempesta” del mondo del lavoro», spiega. «Ognuno è stato di supporto per qualsiasi domanda».

Non solo. Questo percorso ha consentito a Federico di conoscere meglio se stesso, scoprendo punti di forza e aree di miglioramento su cui lavorerà per il futuro. «Ho notato che, nella maggior parte delle situazioni, riesco a pormi in maniera positiva e corretta, ascoltando attivamente e facendo domande», racconta. Ma «non mi sono mai abituato in questo mese a essere al centro dell’attenzione, come se fossi il vero ceo, appunto. Ogni volta arrossivo, non sono abituato al ruolo».

Ora Federico concluderà il suo percorso di laurea magistrale al Politecnico di Milano. Ma non sa ancora cosa vorrà fare da grande. «Mi ha affascinato molto il business del Gruppo Adecco», dice. Una cosa, però, ce l’ha bene in mente: «Vorrei intraprendere una strada che mi possa permettere di imparare molto e non avere rimpianti. E poi mi piacerebbe entrare in un ambiente internazionale e incontrare nuove culture. La Global Competition sarà il primo passo».

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