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Cosa pensano le famiglie italiane della ristorazione scolastica

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refezione scolastica

di Oriana Davini

Ultima Modifica: 18/11/2021

La refezione scolastica? Un servizio cruciale dal forte valore educativo: è questo in sintesi quel che le famiglie italiane pensano della ristorazione scolastica.

A dirlo è l’indagine La qualità del servizio di ristorazione scolastica nella percezione dei genitori, condotta dal Gruppo Elior in collaborazione con SWG e presentata in occasione della Giornata mondiale degli studenti.

I risultati rivelano una serie di desiderata da parte dei genitori soprattutto sul versante dell’educazione alimentare, un tema ancora troppo sottovalutato nella scuola italiana nonostante le grandi potenzialità, anche a livello di salute pubblica, che potrebbero derivarne.

L’educazione alimentare inizia a scuola

Qual è la percezione dei genitori circa la qualità del servizio di ristorazione scolastica dei propri figli?

La maggior parte delle famiglie (un campione di oltre 1000 intervistati, dei quali 303 con figli alla scuola d’infanzia, 532 con figli alla primaria e 188 con figli in entrambi i livelli scolastici) si dichiara soddisfatta del servizio mensa sul fronte della salubrità e qualità del cibo, della varietà nella dieta.

Ma la vera notizia è un’altra: la totalità delle famiglie che hanno aderito all’indagine ritiene che, a fronte di quanto erogato, il pasto a scuola dovrebbe costare almeno un terzo in più rispetto ai prezzi attuali. E anzi, due famiglie su tre sarebbero disposte a spendere di più per avere un servizio che garantisca maggiore supporto in tema di educazione alimentare sia a scuola che a casa.

Possibile? Sì perché emerge chiaramente il valore assegnato a questo tipo di servizio: due famiglie su tre indicano la sua qualità come un fattore determinante nella scelta della scuola da far frequentare ai propri figli e il 40% ritiene cruciale il potenziale educativo della scuola dal punto di vista alimentare.

Leggi anche: Merenda a casa coi bambini, istruzioni per l’uso

Pasta, frutta e verdura: le preferenze alimentari delle famiglie

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Se il 70% dei genitori chiamati a rispondere mostra particolare attenzione alla qualità del cibo consumato, quasi uno su cinque ammette di non riuscire a gestire correttamente l’alimentazione dei figli a casa. E il 25% addirittura evidenzia abitudini scorrette. 

Insomma, c’è un gap tra quel che i genitori vorrebbero che i figli mangiassero a scuola e l’alimentazione proposta a casa, non sempre perfettamente sana ed equilibrata come richiesto ai servizi di ristorazione scolastica.

Cosa si mangia a casa? Dall’indagine emerge che al centro dei menù quotidiani delle famiglie ci sono pasta, frutta e verdura, consumate tutti i giorni. Ma anche qualche contraddizione in tema di modelli alimentari. 

L’86%, infatti, ritiene che il cibo dovrebbe accontentare tutti, l’81% preferisce prodotti bio o a chilometro zero ma il 70% ritiene importante usare prodotti arricchiti o “zero”, fattore che quasi mai coincide con i primi due.

La mensa del futuro

Come dovrebbe essere quindi il servizio di ristorazione scolastica secondo i genitori? E in che modo potrebbe evolvere la mensa in futuro?

C’è una grandissima attenzione alla sostenibilità e alla salute, trend che ormai si registra a 360 gradi in ogni settore. In particolare, i fattori ritenuti importanti nella composizione dei menù a scuola secondo i genitori sono, in ordine di desiderata:

  • Prodotti di stagione
  • Porzioni adeguate all’età
  • Varietà delle ricette
  • Menù attenti a ridurre l’impatto ambientale
  • Prodotti a km 0
  • Menù costruiti nel rispetto delle linee guida internazionali
  • Prodotti biologici
  • Proteine vegetali in sostituzione di quelle animali
  • Prodotti vegani

Molto di quel che accadrà dipende però anche dalla volontà a livello istituzionale di investire su un servizio che ancora oggi in Italia non è accessibile a un bambino su due.

“Le sfide del futuro – spiega Rosario Ambrosino, a.d. di Elior – sono intrinsecamente legate ai temi della salute e della sostenibilità, questioni la cui urgenza è emersa chiaramente negli ultimi anni. Riteniamo che la ristorazione scolastica rappresenti uno dei fondamentali driver di sensibilizzazione ed educazione su scelte consapevoli, è necessario però un cambiamento di approccio che porti la mensa al centro del progetto educativo diventando un vero e proprio laboratorio di nutrizione fondato su maggiore qualità e investimenti”.

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L’Autore

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Giornalista specializzata in turismo e itinerari enogastronomici

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