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Come la solidarietà milanese ha risposto alla crisi del Covid

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Bisogna essere molto ottimisti per definire 2020 e 2021 anni «straordinari», ma Filippo Petrolati, pur mettendo il termine tra virgolette, non trova altro modo per definire l’unione e la solidarietà nati nel periodo della pandemia, che hanno permesso alla Fondazione di Comunità Milano, da lui diretta, di crescere in maniera esponenziale e inaspettata.

«In quel momento di emergenza» – ci ha raccontato – «abbiamo avuto grande fiducia da parte di diversi donatori, sia privati sia aziende. Probabilmente hanno visto in noi un’istituzione indipendente, capace di mettere in pratica subito tantissimi progetti importanti. Sono arrivate oltre 12mila donazioni, con 30 milioni raccolti in tutto».

Nata nel 2018 come complemento della Fondazione Cariplo, che ne copre i costi di gestione, Fondazione di Comunità è operativa solamente dal 2019, ma in tre anni è diventata un protagonista del panorama sociale e culturale di Milano e di buona parte della sua città metropolitana, con iniziative rivolte in tutto a 2 milioni di persone, divise in 57 comuni.

Il loro modello di intervento si basa, sull’ascolto e sull’azione. «Cerchiamo di dialogare con gli stakeholder del nostro territorio: il comune di Milano e i 56 comuni dell’area sud-ovest, sud-est e Adda-Martesana, i forum del terzo settore, i nostri donatori, le associazioni di categoria, i cittadini». Tradotto, vuol dire che attraverso incontri, colloqui e ricerche socio-demografiche, Fondazione di Comunità cerca di capire quali sono le esigenze e i bisogni di un’area, per poi passare all’azione: «I nostri strumenti operativi sono principalmente tre: i bandi, i fondi solidali e i progetti speciali». Alla prima categoria appartiene il Bando 57, dal numero dei comuni coinvolti, che mette a disposizione quasi 4 milioni all’anno per circa un centinaio di progetti sociali, culturali, ambientali o di ricerca sanitaria, quasi della metà rivolti ai giovani e ai minori.

Negli anni, sono stati finanziati poli di ascolto per minorenni nei consultori, lezioni di cantautorato a scuola,  nuovi orti urbani, laboratori artistici, attività sportive, mostre fotografiche, lavori in carcere, il tutto coinvolgendo il più possibile il territorio e le persone, per aumentare il senso di comunità.

I progetti speciali sono l’altra anima della Fondazione, quella di cui Petrolati parla con maggior orgoglio. C’è “Cuore visconteo”, un piano di contrasto della povertà in 11 comuni: «Non diamo solo assistenza materiale, ma anche educazionale, per aiutare i giovani a costruirsi un futuro. Il tentativo – ha detto il direttore di Fondazione di Comunità – è quello di costruire un assetto di ampio contrasto alla povertà, mettendo insieme pubblico, privato e associazioni».

“Ad Astra” invece è un programma di formazione e inserimento lavorativo per giovani Neet (che non lavorano e non studiano) tra i 18 e i 24 anni. Ragazze e ragazzi con situazioni fragili hanno l’occasione di entrare gratuitamente nelle academy di Campari, Lavazza o Heineken Italia, imparare un mestiere e metterlo in pratica con dei tirocini. «Oggi due terzi dei giovani sono entrati nel mondo del lavoro. Ci piacerebbe coinvolgere anche altre aziende». 

Un altro progetto è “Gioco al centro”, attraverso cui Fondazione di Comunità sta realizzando nove parchi gioco inclusivi, uno per ogni municipio di Milano. Finora ne sono stati inaugurati sei, e il settimo è in dirittura d’arrivo. I parchi hanno l’obiettivo da un lato di consentire a tutti i bambini di giocare e condividere l’esperienza del gioco, dall’altro di sensibilizzare bimbi e adulti al rispetto e all’inclusione della diversità. All’interno dei parchi ci sono percorsi accessibili a bimbi ipovedenti o ciechi, con esperienze tattili e olfattive, ma anche pavimenti e costruzioni utilizzabili da chi ha disabilità motorie, o giochi per bambini con disabilità intellettive. Insomma, sono dei parchi belli, innovativi e aperti davvero a tutti. «Il prossimo anno finiremo i due che mancano, mentre con il Politecnico di Milano stiamo monitorando e valutando quelli realizzati per migliorare i parchi futuri, e su questo ci piacerebbe organizzare anche un convegno».

L’idea di Petrolati e di tutta Fondazione di Comunità è quella di non fermarsi. «Ora spetta a noi coltivare il sentimento di comunità avviato lo scorso anno, e consolidarlo, per affrontare le sfide del presente e del futuro». La tutela dell’ambiente e la ricerca di soluzioni sostenibili «sono sicuramente dei settore in crescita», mentre per quanto riguarda la cultura, «il nostro obiettivo è quella di portarla fuori dalla città, di valorizzare le esperienze dal basso nelle periferie. Ci piacerebbe che Milano fosse una città da 15 minuti anche in termini di offerta culturale».

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