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AstraZeneca e J&J agli under 60, la rivolta dei medici: “Sbagliato e pericoloso”

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La decisione di somministrare i vaccini anti-Covid AstraZeneca e Johnson&Johnoson agli under 60 non piace a medici e scienziati, secondo i quali questa scelta potrebbe portare con sé conseguenze anche gravi. 

astrazeneca j&j
Lisa Maree Williams/Getty Images/Archivio

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali sono saliti di 2079 unità e portano il totale a 4.239.868. Da ieri 88 morti e fanno salire le vittime a 126.855 e 7616 guariti che raggiungono quota 3.943.704. Totale persone vaccinate: 13.558.508.

I casi attualmente positivi scendono a 169.309, -5626 rispetto a ieri. I ricoverati scendono a 4153, -229 mentre in terapia intensiva 662 assistiti, -35 da ieri.

Ancora polemiche su AstraZeneca

Torna a infuriare la polemica sulla sicurezza dei vaccini anti-Covid. A finire al centro dell’attenzione, come già avvenuto nei mesi scorsi, sono ancora una volta il trattamento messo a punto da AstraZeneca e quello statunitense realizzato da Johnson&Johnson. Entrambi i farmaci, nei mesi scorsi, erano stati oggetto di controlli e verifiche da parte degli Enti regolatori – l’Ema in Europa e la FDA negli Stati Uniti – in conseguenza di alcune gravi reazioni successive alla loro somministrazione.

Alla luce di questi controlli, diversi Paesi europei avevano optato per limitarne la somministrazione ad alcune specifiche fasce d’età. L’Italia, su indicazione dell’Aifa, aveva stabilito che AstraZeneca dovesse essere utilizzato soltanto per garantire la vaccinazione degli over 60, visto che le reazioni più gravi si erano registrate soprattutto tra donne giovani. Poco dopo, però, il divieto di somministrare il trattamento anglo-svedese si è trasformato in una raccomandazione: via libera ad AstraZeneca per tutti, tenendo conto, però, che il farmaco è consigliato soltanto a chi ha più di 60 anni.

Eppure nelle ultime settimane abbiamo assistito a qualcosa di completamente contrastante con queste raccomandazioni: diverse Regioni, infatti, hanno deciso di smaltire le scorte di AstraZeneca e di J&J aprendo la somministrazione dei farmaci a tutte le fasce d’età, nonostante l’Aifa indicasse gli over 60 come categoria di destinazione dei trattamenti. Una decisione politica, che sta ora incontrando la disapprovazione di moltissimi medici ed esperti del settore: secondo Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale – Fimmg – “gli Open day continuano ad andare nella direzione della vaccinazione quantitativa rispetto a quella qualitativa che noi proponiamo, ovvero la possibilità di riportarla verso un atto medico“. Perché questa condizione si realizzi, prosegue Scotti, è però necessario “un medico che faccia tutte le valutazioni connesse al rischio beneficio e che possa farlo a partire da tutte le caratteristiche specifiche del paziente. E a quel punto, avendolo disponibile, proporgli il miglior vaccino per la sua condizione“.

Dello stesso avviso anche Valeria Poli, ordinaria di Biologia Molecolare all’Università di Torino e presidente della Società Italiana di Biofisica e Biologia Molecolare – SIBBM – secondo la quale le somministrazioni di AZ e J&J a chi abbia meno di 60 anni devono essere sospese immediatamente: “Il rischio è che si verifichi una reazione avversa, molto ben documentata dagli scienziati tedeschi. Si tratta di una patologia che non ha nulla a che fare con le normali trombosi, quelle provocate per esempio dalla pillola, che in effetti non sembrano aumentate dopo i vaccini“, ha spiegato la scienziata a Fanpage. “La VITT, trombosi venosa trombocitopenica indotta da vaccino, è una particolare patologia che si è verificata solo con i vaccini AstraZeneca e J&J – mentre su quello russo non sappiamo ancora nulla – e non con i vaccini a mRNA“. Secondo Poli, questa patologia “si presenta in almeno un caso su 50mila, ma più probabilmente in 2. Può verificarsi quindi in 4 casi ogni 100mila, tra gli under 55, soprattutto nelle donne, per motivi ancora non chiari. Più la fascia di età si abbassa più aumenta la frequenza della VITT, che ha effetti potenzialmente letali, nel 25-30% dei casi“.

D’altra parte anche due illustri virologi come Massimo Galli e Antonella Viola, nei giorni scorsi, avevano sottolineato come i rischi legati alla somministrazione di AstraZeneca e J&J agli over 60 siano sostanzialmente vicini allo zero, mentre il discorso cambia profondamente quando la fascia d’età scende: “È sbagliatissimo proporre questi vaccini ai giovani, specialmente alle donne. Sono sempre stata convinta che non bisognerebbe darli a persone di età inferiore ai 55 anni. Per non aver dubbi basta leggere un lavoro uscito sulla rivista Science dove si spiega come man mano che si scende con l’età i rischi di ricevere questi vaccini superano ampiamente i benefici“, ha spiegato Viola, sottolineando come, per i più giovani, è inoltre bassissimo il rischio di contrarre il Covid in forma particolarmente aggressiva.

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